Page 214 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             dente tunisino Bourguiba chiese che fosse convocata una riunione del Consiglio
             di sicurezza dell’ONU.
                La terza fase ha inizio nel maggio 1958. Il 13 maggio, in occasione di una
             manifestazione organizzata ad Algeri dai fautori dell’Algeria francese, la folla
             riuscì, senza incontrare troppa resistenza da parte delle forze dell’ordine, ad impa-
             dronirsi del palazzo del Governatore Generale. Il Generale Massu, che sosteneva
             i manifestanti, prese la guida del Comitato di Salute Pubblica, costituito dopo
             l’operazione, e il Generale Salan ratificò tale iniziativa, che costituiva un gesto
             di insubordinazione verso il nuovo governo Pflimlin, formatosi il giorno stesso;
             quest’ultimo, troppo debole, non sconfessò il colpo di stato e confermò i poteri a
             Salan. Coesistevano, quindi, due poteri concorrenti: quello di Parigi  e quello di
             Algeri. Nella confusione che ne derivò, il Generale de Gaulle, il cui ritorno alla
             guida dello Stato era auspicato dai suoi sostenitori, si dichiarò pronto ad assumere
             la presidenza del Consiglio (15 maggio). Soustelle partì in incognito per Algeri,
             eludendo la sorveglianza della polizia, e vi assunse il potere civile, permettendo
             così ai gollisti di svolgere un ruolo attivo e di controllare il contro-potere in Alge-
             ria, dove 50.000 musulmani affermarono il loro attaccamento alla Francia. Pflim-
             lin si dimise il 28 maggio e il Presidente della Repubblica, René Coty, conferì i
             pieni poteri a de Gaulle.
                De Gaulle si trovava in una posizione ambigua: se, da un lato, doveva la sua
             ascesa al potere agli oltranzisti che volevano l’Algeria francese, dall’altro, egli
             stesso non era troppo convinto che questa fosse la strada giusta; de Gaulle consi-
             derava l’Algeria una questione di importanza secondaria e non credeva nella po-
             litica di integrazione sostenuta da Soustelle. In politica interna, la sua priorità era
             dotare il Paese di una nuova Costituzione che gli permettesse di avere un esecuti-
             vo forte e, in politica estera, fare della Francia una potenza nucleare e uscire dalla
             NATO. L’Algeria, che impegnava parte dell’esercito e notevoli mezzi, costituiva
             un ostacolo alle sue ambizioni e non avrebbe esitato a sacrificarla. In un primo
             momento, tentò di conservarla, proclamando l’Algeria francese, in occasione del
             suo primo viaggio nel Paese nel 1958, sostenendo al contempo la necessità di dia-
             logare con gli indigeni. Pensò di dotare l’Algeria di un regime di autonomia inter-
             na sotto sovranità francese e presentò il piano di Costantina, che prevedeva inve-
             stimenti massicci di capitali francesi, una nuova ripartizione delle terre e una serie
             di grandi opere nel sahara e nel settore del petrolio. Pur incoraggiando l’azione
             del Generale Challe, che cominciava a dare i suoi frutti (in termini di pacificazione
             del Paese), prese le distanze dal movimento del 13 maggio; Soustelle rimaneggiò
             nella sua composizione il Comitato di Salute Pubblica, eliminando i non gollisti.
             Il 9 giugno fu istituito un Ministero dell’Algeria, in collegamento diretto con la
             Presidenza del Consiglio, a simbolo dell’impegno personale del Generale nella
             risoluzione del problema algerino.
                Di fronte a tale politica, che ritenevano poco favorevole ai loro interessi, i
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