Page 360 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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360 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
naio 1947, quando tra l’altro, nell’indicare la nuova organizzazione del Servizio
di intelligence militare dell’Esercito, si facevano i nomi di coloro che secondo gli
americani avevano dato i migliori risultati: il colonnello Pasquale, i tenenti colon-
nelli De Francesco, Ducros e Massaioli; i maggiori Nani, Chirivino, Barbieri e
Caputo, tutti appartenenti all’ex SIM fascista.
Il capitano americano dell’Ufficio di collegamento non rinunciava alla critica
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nei confronti di questi ufficiali che pure si erano distinti: sosteneva che, nonostan-
te i risultati, la regola generale era che mancavano di senso critico nella valuta-
zione delle informazioni e tendevano ad accettare tutto senza riserva. Ne risultava
che gran parte delle informazioni da loro diffuse non era stata valutata e quindi
largamente non corretta, dove una minima attenzione e comparazione con altre
informazioni avrebbero rivelato le insite contraddizioni. Era inoltre chiaro che
tutti gli ufficiali fossero monarchici sebbene they have no definite political view,
apart from being anti-Communist. in generale però veniva loro riconosciuto un
buon equilibrio nei loro giudizi e opinioni su argomenti di politica.
Accanto alle critiche vi era il riconoscimento della industriosità e l’entusiasmo
degli ufficiali dell’intelligence per il loro lavoro, nonostante le difficoltà incontra-
te nella vita quotidiana: erano dei ‘buoni italiani’ e in favore degli alleati anche se
they are Italians first and foremost.
La seconda sezione era composta interamente da Carabinieri le cui esperienze
di controspionaggio erano state acquisite durante il periodo delle ostilità: non
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erano ritenuti adatti allo stesso lavoro per il tempo di pace, sempre nell’idea ame-
ricana di dividere le attività offensive da quelle difensive, finita appunto la guerra.
Il timore espresso era che, vista la difficoltà di trovare lavoro per sostentare la
famiglia, sottufficiali e truppa, considerato il loro anticomunismo, potessero esse-
re impiegati come agenti di potenze occidentali; questo sicuramente non sarebbe
stato il caso degli ufficiali perché il loro orgoglio personale non avrebbe permesso
di accettare simili offerte. L’ufficiale americano non si faceva sfiorare dal dubbio
che forse la cultura e le profonde tradizioni italiane erano molto diverse da quelle
americane e non erano state cancellate da un regime ventennale: al contrario, era-
no quelle che stavano permettendo all’Italia, certamente con l’aiuto degli Alleati,
a risollevarsi dalla distruzione di una guerra voluta dal fascismo.
Per poter correttamente considerare le possibili intenzioni del nuovo servizio
informativo militare era necessario farlo in rapporto al Governo italiano e alla
struttura dell’Esercito. Era evidente che si trattava di un organo militare incari-
cato di tutto l’intelligence riguardante l’italia. Era un campo molto vasto e inclu-
deva una grande varietà di materie da trattare e di diversi metodi per ottenere le
25 Firma non comprensibile nel documento 27 gennaio 2947, indirizzato al G-2 (C.I.) AFHQ.
26 In realtà questa esperienza è stata acquisita fin dalla loro fondazione voluta nel Regno di
Sardegna nel 1814.

