Page 358 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             funzioni fino a quel momento disimpegnate.
                Con la stessa nota che ufficializzava lo scioglimento del Battaglione, fu data
             anche la nuova composizione dell’Ufficio Informazioni dell’Esercito e della Se-
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             zione Cs.   il personale presente nel Battaglione sarebbe stato incorporato nella
             seconda sezione di nuova costituzione.
                Nel gennaio 1947 l’Ufficio Informazioni dell’Esercito, che insieme al SIS Ma-
             rina e al SIA Aeronautica, costituiva l’intero apparato informativo delle Forze Ar-
             mate italiane, aveva una nuova organizzazione (molto simile al precedente SIM),
             che si riteneva sarebbe rimasta a lungo in tempo di pace ma, nell’ottica della pros-
             sima partecipazione alla NATO, il 30 marzo 1949 fu costituito il SIFA, Servizio
             Informazioni Forze Armate (dopo otto mesi SIFAR) e si avviava una nuova filo-
             sofia di raccolta e coordinamento dell’attività informativa e di controspionaggio.
                In una relazione sull’Ufficio ‘I’ dell’Esercito italiano, fatto dall’AFHQ liai-
             son Office con l’iAi (Italian Army Intelligence), contrassegnato da un Top Secret,
             del 27 gennaio 1947, veniva  riferito che, nella organizzazione finale, erano state
             mantenute quattro Sezioni, aggiunto un Gruppo amministrativo [ma le Sezioni
             erano cinque]; la Seconda continuava a occuparsi di controspionaggio, come da
             tradizione.  L’organizzazione come approvata dagli Alleati differisce in alcune
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             parti da quella che invece si trova nei documenti italiani del Fondo SIM nell’Ar-
             chivio storico dello stato maggiore dell’Esercito. Bisogna considerare come la
             situazione fosse veramente fluida in quel momento e che i cambiamenti potevano
             essere rapidamente approvati e attuati e che comunque l’autonomia, quantomeno
             formale, del Servizio e delle Forze Armate, era ormai stata raggiunta e quindi le
             decisioni finali interne erano prese autonomamente.
                Gli alleati si rendevano finalmente conto che tutto il personale che lavorava
             nell’intelligence militare dell’Esercito era stato selezionato con una certa cura e
             al momento era il migliore che si potesse avere. Erano tutti elementi in servizio
             permanente e la maggior parte di loro aveva una esperienza di lungo tempo nel
             settore dell’intelligence, sia in pace sia in guerra.

             Il memoriale Foulkes
                Era questo un atteggiamento completamente diverso da quello di un anno prima,
             gennaio 1946: in un memorandum  del Colonnello Foulkes, del G-2 dell’AFHQ,
             in base a quanto deciso dagli Alleati, in vista del ritiro dal territorio italiano, era
             stato adombrata la possibilità di chiedere la rimozione  degli elementi che avevano



             23  NAUK, WO/12385, 7 novembre 1946. Questa lettera non risultava arrivata ufficialmente
                alla MMIA, ma ricevuta per le vie brevi dal colonnello Calò dell’Ufficio Ordinamento del
                ministero della Guerra.
             24  NAUK, WO/12385, 29 gennaio 1947. Per i dettagli dell’organizzazione dell’Ufficio ‘I’,
                secondo i documenti italiani, v. M.G. Pasqualini, Carte Segrete…, vol. II, p.272 ss.
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