Page 355 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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quelli alleati per quanto riguardava il controspionaggio. Gli alleati erano dell’idea
che occorresse separare il controspionaggio puramente militare da quello mera-
mente civile: evidenziavano che l’Arma dei Carabinieri, che lo effettuava quasi
interamente, aveva la doppia funzione e cioè forniva la copertura per la sicu-
rezza militare delle truppe e per quella civile dell’intera nazione. Alla mentalità
americana non sembrava che questo sistema potesse funzionare al meglio, perché
una direzione centralizzata per due tipi di operazioni così diverse poteva portare
discapito a una delle due, privilegiando l’altra o adottando gli stessi metodi per la
militare e la civile: inoltre, se l’Esercito, di cui l’Arma era parte integrante, era re-
sponsabile delle due funzioni sopra descritte, in effetti, veniva ad esser provvisto
di una ‘polizia segreta’ (secret police) e questo non era certo desiderabile in quel
momento storico. Sicuramente, il pensiero del Nichols andava al periodo fascista,
all’O.V.R.A. e alle altre organizzazioni segrete o meno costituite dalla R.SI che
erano ancora nel ricordo degli italiani e nelle loro paure. il processo a Roatta del
gennaio 1945 e periodi seguenti con gli attacchi stampa dimostravano che il pro-
cesso non era ai singoli ma al SIM, come istituzione.
Ne veniva di conseguenza, per l’estensore del promemoria, che occorreva fare
in modo che il controspionaggio militare fosse ben distinto da quello civile. Co-
loro che nell’Esercito si occupavano di sicurezza - continuava il documento -, do-
vevano limitare i loro sforzi alla supervisione e addestramento delle truppe nelle
misure di sicurezza; alle indagini di perdite o compromissioni di materiale clas-
sificato; a un collegamento funzionale con gli organismi competenti su problemi
concernenti la sicurezza interna e le altre questioni riguardanti l’applicazione di
una politica generale di controspionaggio, come doveva essere individuata dal
Direttore dell’intelligence militare, sotto la responsabilità del Capo di Stato Mag-
giore Generale.
Gli ufficiali e gli uomini che si sarebbero occupati dell’intelligence militare
potevano essere presi dal personale del Battaglione 808° CS (con tutto personale
dell’Arma) che stava operando sotto il Quartier Generale delle Truppe Alleate;
sarebbero entrati a far parte del Ministero della Guerra ma, condizione importante,
non più appartenenti ai ruoli dei Carabinieri.
L’opinione italiana, espressa dal colonnello De Francesco e dai tenenti colon-
nelli Ducros e Pasquale era contraria a questa divisione: gli ufficiali avevano ben
spiegato, anche con note scritte, quale fosse il ruolo tradizionalmente istituzionale
e la specialità operativa dei Carabinieri, nonché della doppia ‘anima’ dell’Arma
(combat e ordine pubblico: nell’esigenza italiana, dovevano continuare a fare
polizia militare e controspionaggio).
Nonostante le opinioni diverse degli italiani, il Colonnello Nichols, continuava
a raccomandare che a) fossero gli italiani a stilare il progetto operativo per il loro
Servizio Informazioni, b) confermando però che non fosse loro permesso di fare
attività informativa fuori dall’Italia; c) che la sicurezza nell’Esercito fosse assi-

