Page 356 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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356 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
curata da personale selezionato e addestrato per quell’impiego soltanto e che non
fossero membri del Battaglione 808° CS o Carabinieri; d) che l’Arma, che conta-
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va 75.000 unità, fosse staccata dall’Esercito e messa completamente alle dipen-
denze del Ministero dell’Interno. Il Battaglione 808° CS doveva rimanere ancora
operativamente sotto il controllo dell’AFHQ; sarebbe tornato nella responsabilità
degli italiani, al momento opportuno, sempre con la forte raccomandazione però
che le sue funzioni fossero assunte da una organizzazione solo civile senza alcuna
connessione con l’Esercito o altra Forza militare.
In seguito al ‘promemoria Nichols’, in una riunione del AFHQ della MMIA del
20 luglio 1946, fu deciso che in Italia poteva essere organizzato un nuovo Servi-
zio di informazioni per l’Esercito: poteva comprendere anche il controspionaggio,
ma, accogliendo le raccomandazioni del Nichols (che evidentemente erano l’e-
splicitazione di concetti ricorrenti tra i vertici militari americani), questo Servizio
non avrebbe avuto l’autorizzazione a penetrare in sistemi informativi stranieri e a
mandare propri agenti fuori del territorio nazionale. Avrebbe avuto l’autorizzazio-
ne a usare codici e cifrari. Insomma: un ‘mezzo servizio’…
Nonostante però la raccomandazione che il Battaglione 808° CS rimanesse
sotto il controllo degli alleati, almeno ancora per un certo periodo, il 2 luglio
1946 il colonnello George Smith poté comunicare verbalmente al colonnello
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Pasquale, Capo dell’Ufficio ‘I’ che il Battaglione non sarebbe stato più controllato
dalle forze alleate a far data dal 15 agosto successivo, per tornare sotto il controllo
italiano. In vista di questo cambiamento, Smith sollecitò il Pasquale a preparare
un piano di riorganizzazione del servizio che doveva includere la sezione con-
trospionaggio da formare con personale del Battaglione 808° CS, ben conosciuto
dagli Alleati e quindi di garanzia per il proseguimento ad alto livello di un lavoro
delicato e importante.
Gli italiani prepararono un promemoria e il Colonnello Pasquale lo sottopose a
Smith il 7 luglio: era stato stilato uno schema di organizzazione che includeva una
seconda Sezione, la CS; gli effettivi del Servizio avrebbero raggiunto solo la cifra
di 650 unità in tutto e non 1110, la consistenza del momento, incluso il Batta-
glione. Un prospetto più dettagliato fu redatto e sottoposto all’approvazione della
MMIA aumentando il personale a 737 effettivi militari e 17 civili (143 ufficiali,
404 sottufficiali, 190 elementi di Truppa).
Ci fu una battuta d’arresto e una discussione sul numero del personale: infatti,
il 20 luglio la mmiA non accettò il numero proposto dagli italiani (e suggerito
da Smith) e approvò un numero ridottissimo, 229 unità in tutto, di cui solamente
119 dovevano essere addetti al CS. Almeno questo si rileva dalla lettera del 26
luglio successivo proveniente dall’AFHQ e indirizzata al Capo di stato maggiore
21 In altro documento americano è indicato il numero di 65.000 unità
22 NAUK, WO/12385, 16 novembre 1946.

