Page 408 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             ni di Capo della Polizia. Il 1° aprile1950, al momento del trapasso dei poteri, era-
             no presenti in Somalia 25 ufficiali dell’Arma, 143 sottufficiali e 346 tra appuntati
             e carabinieri: in totale 514 unità. Tra i compiti, dunque, che l’Italia doveva  portare
             a  buon  fine,  nel  quadro  dell’avvio  all’indipendenza  della  Somalia,  oltre  la
             costituzione di una Forza Armata somalac’era anche quello di un Corpo di Polizia
             per il mantenimento dell’ordine pubblico e della stabilità del territorio. Il Coman-
             dante del Gruppo Territoriale dei Carabinieri doveva dunque assorbire la Somalia
             Police Force e costruire una Forza di Polizia che potesse essere un valido presidio
             per la futura indipendenza del territorio.
                I compiti istituzionali assegnati erano, oltre all’inquadramento e al governo
             del personale della Polizia somala, il mantenimento dell’ordine e della sicurezza
             pubblica, la tutela delle leggi vigenti, l’accertamento dei reati e le relative indagini
             di polizia giudiziaria, l’esecuzione dei mandati dell’autorità giudiziaria. Per quan-
             to concerneva il Gruppo Territoriale, cioè la parte del contingente con funzioni
             di Polizia, alla fine del marzo 1950 erano giunti in Somalia quattro Comandi di
             Compagnia, erano state organizzate otto Tenenze, una trentina di Stazioni e due
             “Nuclei mobili”, che avrebbero dovuto inquadrare i 2.000 uomini della Police
             Force, corpo che, subito dopo la cessione dei poteri, avrebbe preso il nome di
             Corpo di Polizia della Somalia. Gli elementi migliori e più qualificati della Police
             Force erano militanti o simpatizzanti della corrente dei “Giovani Somali” ostile
             all’Italia. A mano a mano, nei vari posti di guardia, dalla periferia verso il centro,
             subentrarono i Carabinieri. La cessione dei poteri si concluse a Mogadiscio, dove
             il 1° aprile del 1950 fu ammainato il vessillo di Sua Maestà Britannica e issato
             il tricolore. L’opera dei Carabinieri, oltre al mantenimento della sicurezza, era
             impostata nella duplice direzione riscontrata precedentemente nelle strutture di
             Esercito, Marina ed Aeronautica: preparazione professionale dei locali sul terri-
             torio e affinamento di tale preparazione in Italia degli elementi migliori. Il primo
             corso per Allievi Ufficiali di Polizia Somala ebbe inizio nel 1953 a Firenze presso
             la scuola Centrale Carabinieri per poi proseguire a Roma. i Carabinieri si impe-
             gnarono nella nascita di un corpo di Polizia in grado di affrontare i problemi di
             carattere prettamente militare, ordine pubblico e sicurezza, ma anche giuridico
             civile dando la giusta conoscenza del diritto penale civile e militare ai componenti
             della Polizia della Somalia che nacque nel 1956 con il nome di Forze di Polizia
             della somalia. i corsi seguirono anno dopo anno e furono incrementanti con corsi
             per l’addestramento in indagini tecniche di polizia giudiziaria per ufficiali, con-
             sentendo, nel 1958, al Colonnello Mohamed Abscir Mussa, ex frequentatore, di
             divenire Comandante delle Forze di Polizia della somalia. Dopo lo scioglimento
             dell’AFis e a seguito degli accordi di cooperazione tra italia e somalia rimasero
             in loco un Ufficiale e nove Sottufficiali e carabinieri per assistere nel loro operato
             le FPs e coadiuvarle nello svolgimento del proprio operato.
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