Page 411 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 411

IV SeSSIone - CaSI dI StudIo                                        411



             ma dell’amministrazione fiduciaria, sanciti dalla carta ONU, sono stati raggiunti
             è stato anche grazie all’apporto incondizionato della compagine militare, il Corpo
             di sicurezza che creò in prima istanza una cornice di sicurezza per garantire l’or-
             dine pubblico e l’incolumità dei funzionari AFIS, sviluppando altresì una ampia
             gamma di impegni che non attenevano propriamente alla sfera dell’organizzazio-
             ne militare come l’istruzione primaria, l’alfabetizzazione su ampia scala, la for-
             mazione di tecnici nei settori scientifici e sanitari, la costruzione di infrastrutture,
             l’avvio del commercio e la specializzazione di pescatori, agricoltori ed artigiani.
                Il CSS è stato strumento flessibile ed incisivo nell’avvio di un paese all’indi-
             pendenza e nell’avvio del nostro verso l’affermazione internazionale.
                Il sacrificio fu alto in termini di risorse, anche umane dovute alla lontananza
             dalla madrepatria e ad un sovraccarico per i quadri del CSS che dovevano svolge-
             re attività didattiche differenziate e prolungate oltre l’impegno militare ed opera-
             tivo. Di fatto sull’impianto costruito si appoggiò l’Autorità somala nascente e vi
             poté contare per l’incipit di una nuova vita da Stato Indipendente.
                La chiusura, un po’ in sordina, dell’impegno del CSS va letta solo nell’ottica
             delle necessità dettate dalle difficoltà economiche e da questa considerazione si
             può quindi partire per riconoscere che l’Italia e le sue Forze Armate hanno dimo-
             strato la capacità di assolvere le nuove missioni per la stabilità e la pace, fornendo
             un apporto determinante a sostegno del “sistema paese” e del suo ruolo nell’ambi-
             to della comunità internazionale e delle grandi organizzazioni di sicurezza.
                Alla luce del concetto più ampio di sicurezza sviluppatosi negli ultimi anni, la
             sinergia tra attività militari e civili ha sicuramente costituito un importante trend
             dell’intervento italiano all’estero con lo sviluppo delle attività di cooperazione
             civile e militare (CIMIC), ossia di tutte quelle attività di coordinamento e coope-
             razione tra le forze armate e gli attori civili presenti in un teatro operativo.
                Ma già da allora, dall’esperienza dell’AFIS e del CSS, l’Italia aveva sperimen-
             tato la grande capacità della Forza Armata, uscita da un conflitto e subito pronta
             a rispondere efficacemente all’esigenza politica e civile dell’Italia del dopoguerra
             nonostante le molteplici difficoltà economiche e sociali del Paese, di essere stru-
             mento efficace di ricostruzione e crescita.
   406   407   408   409   410   411   412   413   414   415   416