Page 416 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                                                   sulla  base  di  una  presunta  capacità
                                                   d’integrazione nella vita sociale favo-
                                                   rirono i flussi tra i due paesi, nonostan-
                                                   te la situazione economica nello stato
                                                   sudamericano non fosse ideale. Perón
                                                   voleva  un’immigrazione  selezionata,
                                                   sana e culturalmente assimilabile, per
                                                   questo  l’emigrazione  italiana,  latina
                                                   e cattolica, era la preferita in partico-
                                                   lare  dopo la  chiusura della  frontiera
                                                   spagnola.  mentre  in  italia  la  politica
                                                   d’incentivazione   dell’emigrazione
                                                   non fu accompagnata dalla creazione
                                                   di enti e strutture dedicate alla gestio-
                                                   ne  dei  flussi,  l’Argentina  istituì  vari
                                                   organismi  per reclutare  direttamente
             Juan Peron                            immigrati, perlopiù in Spagna e in Ita-
                                                     10
                                                   lia .    La  creazione  della  Delegación
             Argentina de Inmigración en Europa (DAIE) nel 1946 fu il primo passo dello
             stato sudamericano per avviare una selezione degli emigranti e instaurare una
             serie di accordi con i paesi europei. Il ruolo della DAIE era quello di scovare gli
             agricoltori e i tecnici che avrebbero potenziato la capacità professionale del paese
             sudamericano, senza escludere gli esuli, i rifugiati e i criminali di guerra ospitati
             nei vari campi profughi della penisola. mentre l’unica discriminante del governo
             argentino per l’ottenimento di un visto di emigrazione era la, vera o presunta, fede
             nell’ideologia comunista o socialista. Tutti i questionari della DAIE contengono
             una dichiarazione dell’interessato che attesta la sua “sicura fede anticomunista” e
             spesso l’estraneità a movimenti dell’estrema sinistra doveva essere certificata da
             un membro della chiesa cattolica o da un esponente di un partito di destra. Emilio
             Franzina descrivendo i movimenti migratori in Argentina nel secondo dopoguerra
                                                                               11
             parla di “un argine internazionale o occidentale da opporre al comunismo”  .
                L’Argentina ospitò alcuni personaggi compromessi con il fascismo nell’imme-
             diato dopoguerra, Perón dichiarò più volte la disponibilità ad accogliere emigrati
             fascisti purché non si fossero macchiati di crimini gravi.  Spesso si trattava di
             persone che erano stati dei semplici simpatizzanti del fascismo o persone che
             avevano ricavato un vantaggio personale grazie all’adesione al regime o sempli-


             10  F.J. Devoto, El revés de la trama: políticas migratorias y prácticas administrativas en la
                Argentina (1919-1949), in “Desarollo Economico”, 2001, 162.
             11  E. Franzina, L’America gringa. Storie italiane d’immigrazione tra Argentina e Brasile.
                Diabasis, Reggio Emilia 2008. P. 129.
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