Page 419 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             nio Antonelli originario di Zara era presente sulla nave. il sacerdote esercitava un
             forte ascendente sui partecipanti alla spedizione e molte testimonianze riportano
             come il tono neocolonialista dell’avventura fosse onnipresente durante le omelie.
             La stampa etnica in Argentina si unì al coro con “L’Italia del popolo” che descrisse
             gli emigranti italiani come coloro che avrebbero trasformato una regione destinata
             unicamente a essere usata come colonia penale e “Il Giornale d’Italia” sottolineò i
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             grandi vantaggi per l’Argentina del flusso migratorio in Terra del Fuoco . Daniele
             Triches, uno dei partecipanti alla spedizione, sintetizza così nelle sue memorie le
             motivazioni e le speranze degli emigranti durante la traversata:
                      […] Uscivamo dalla guerra, la gente senza lavoro e la situazione,
                   anche internazionale, non era per niente tranquilla. Tra questi emi-
                   granti c’erano alcuni reduci di guerra e del fascismo, forse gerarchet-
                   ti che magari avevano la sola colpa di aver aderito, con un po’ più
                   di entusiasmo di altri, a quel movimento; un paio di professori, un
                   giornalista, ma la molla principale che ha convinto questa gente a
                   intraprendere l’avventura, credo sia stata principalmente, per alcuni il
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                   rifarsi una vita e, per i più, la speranza di una vita più agiata e sicura .
                Tutti i partecipanti alla spedizione concordano nel attenuare la matrice ideo-
             logica neofascista degli organizzatori e degli emigranti.  Anche se proprio uno di
             quei professori e il giornalista citato nelle memorie di Triches sono gli unici per-
             sonaggi direttamente riconducibili al regime fascista: sono Arturo Abati e Tullio
             Abelli. Entrambi ex repubblichini, restarono nella Terra del Fuoco per un breve
             periodo prima di trasferirsi nella capitale argentina dove continueranno a svolgere
             attività politica e giornalistica presso la stampa etnica . L’accurato studio di Fe-
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             derica Bertagna sull’emigrazione fascista in Argentina ha ricostruito i movimenti
             di Abelli dalle carte della polizia italiana.  La sua partecipazione alla spedizione
             Borsari sembra essere una copertura per un’altra missione: costruire i rapporti tra
             il neonato Movimento Sociale Italiano (MSI) e i paesi sudamericani, in partico-
             lare Brasile e Argentina. Abelli, dopo aver combattuto con la RSI e contribuito a
             fondare i “Fasci di Azione Rivoluzionaria” si trasferirà in America Latina e il suo
             nome comparirà in numerosi rapporti della polizia politica e articoli non solo sulla
             stampa etnica ma anche su giornali dell’estrema destra italiana.






             22  cfr. L. Sezzi, N. Sigman, Pionieri del progresso: l’impresa borsari in Terra del Fuoco, cit.,
                p.122.
             23  Trinches, 1948 La spedizione nella Terra del Fuoco, Inizio di una emigrazione. Argentina-
                Venezuela, cit. , p.60.
             24  cfr. F. Bertagna, la patria di riserva, cit., p.218.
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