Page 423 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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nazionalistica e tardo coloniale dell’impresa, senza collegare direttamente i par-
tecipanti o gli organizzatori a un fuoriuscitismo di stampo fascista. Le uniche
eccezioni citate nel contributo e i relativi legami con il movimento italiano Fem-
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minile (MIF) della principessa Pignatelli vengono interpretati come casi singoli ,
probabilmente i soggetti in questione hanno approfittato della spedizione per poter
usufruire di un viaggio in Argentina. i giudizi su Carlo Borsari non sono univo-
ci, ma tutti riconoscono nel promotore dell’impresa una figura vicina a quella
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dell’imbroglione o del transfuga . L’unico quesito insoluto della vicenda che le
ricerche per il saggio “Pionieri del progresso”, cui questo testo è fortemente de-
bitore, non hanno chiarito, riguarda le motivazioni che hanno spinto le banche
bolognesi prima, e la Marina argentina poi, a dar credito a Carlo Borsari in una
impresa che risulta sovradimensionata rispetto alle sue possibilità e al suo percor-
so imprenditoriale. Alcuni dei partecipanti alla spedizione decisero di rimanere in
Terra del Fuoco e riuscirono a conquistare un posto di rilievo nella società locale.
Negli anni seguenti, il governo argentino decise di dare una spinta allo svilup-
po dell’area e aumentò gli investimenti, favorendo una nuova emigrazione interna
dal Nord del paese. L’intervista di Odino Querciali, proprietario di un negozio a
Ushuaia, pubblicata in Italia da “La Repubblica” nel 2000 ripercorre i difficili mo-
menti dei primi anni in Patagonia, per soffermarsi sull’orgoglio delle sue origini.
Non mi emoziona più di tanto sapere che sono l’italiano más australe del mun-
do, so solo che l’Italia mi è parsa sempre più lontana, più lontana della luna, men-
tre il Polo Sud mi è più familiare e poi che cosa ha fatto per me, per noi l’Italia? Io
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non ho preso la nazionalità argentina. Sono rimasto italiano. In cambio…mah… .
Molte attività e negozi a Ushuaia ancora hanno insegne in italiano, a memoria
di un gruppo di emigrati che hanno dovuto affrontare terribili difficoltà in una
terra ostile e disabitata, in un altro tassello di quegli uomini e donne che hanno
fatto “la Merica”.
33 F. Bertagna, la patria di riserva, cit., p.138.
34 L. Sezzi, N. Sigman, Pionieri del progresso: l’impresa borsari in Terra del Fuoco, cit.,
p.126.
35 La Repubblica, 25 Gennaio 2000.

