Page 428 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             rivendicazioni siciliane: a) Il diritto storico della Sicilia all’indipendenza; b) La
             necessità del plebiscito in virtù del principio dell’autodeterminazione dei popo-
             li; c) La liberazione dei prigionieri siciliani; d) Il rifiuto dell’autonomia definita
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             «vecchio e obsoleto tranello» per mantenere la Sicilia legata allo Stato italiano .
             L’assetto politico perseguito era quello di una repubblica indipendente con base
             democratica e struttura bicamerale. si proponeva l’immediata creazione di un go-
             verno provvisorio che, entro due mesi, avrebbe chiamato il popolo a votare la nuo-
             va forma di governo, a eleggere i membri dell’assemblea nazionale costituente e a
             scegliere il primo Presidente della Repubblica che, a sua volta, avrebbe nominato il
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             primo governo . il leader del movimento cercava di combinare l’assetto parlamen-
             tare britannico con quello presidenziale statunitense puntualizzando la volontà po-
             litica di consegnare il nuovo Stato al «sistema delle alleanze inglesi e americane» 6
                il Comitato per l’Indipendenza Siciliana agiva in un momento di grande crisi
             politica, economica, sociale e militare appropriandosi delle aspirazioni popolari di
             libertà e dell’antifascismo come elementi fondanti della propria azione.
                La Sicilia era una terra devastata dal conflitto e ridotta alla miseria: 112.000
             abitazioni distrutte, 100 ponti abbattuti, 2300 km di strade intransitabili, 20 km di
             banchine portuali inservibili. Le campagne erano ormai improduttive a causa della
             mancanza di concimazione ed irrigazione, così come i commerci erano bloccati
             per scarsità di arterie transitabili, per la carenza di ricambi e per la requisizio-
             ne dei mezzi di trasporto da parte delle forze Alleate. La pesca era proibita e la
             produzione industriale, già molto scarsa nel periodo prebellico, si era arrestata a
             causa dei pesanti bombardamenti . Gran parte della popolazione si era trasferita
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             in campagna per sfuggire alle bombe e ai combattimenti seguiti allo sbarco, ed il
             mercato nero divenne una delle principali attività. La razione di pane giornaliera
             era ridotta e nell’inverno del 1944 sarebbe stata anche inferiore a quella preceden-
             te l’occupazione. L’introduzione delle amlire accrebbe l’inflazione, incrementò i
             prezzi contribuendo al peggioramento della precaria situazione aggravata ulterior-
             mente dal notevole numero di detenuti scarcerati o evasi dalle prigioni. il tasso
             di delinquenza era in costante aumento e le azioni violente erano agevolate dalla
             facile possibilità di reperimento di armi sui campi di battaglia.
                In questo contesto di notevole drammaticità e confusione, caratterizzato dalla
             vacanza dello Stato e anche dall’assenza di partiti politici ancora non riorganizzati,

             4  AFA, Ep. 1943, Lettera del Comitato per l’Indipendenza Siciliana al colonnello Charles
                Poletti, Palermo, 29 luglio 1943.
             5  Per  un  approfondimento  vedi  A.  Finocchiaro  Aprile,  Il Movimento Indipendentista
                Siciliano, Libri Siciliani, Palermo 1966 (a cura di Massimo Ganci).
             6  AFA, Ep. 1943, Lettera del Comitato per l’Indipendenza Siciliana al colonnello Charles
                Poletti, Palermo, 29 luglio 1943.
             7  Cfr. F. Cappellano, L’Esercito in Sicilia (1944-1946), in «Storia Militare», n. 126, marzo
                2004.
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