Page 430 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                Dopo aver cercato la legittimazione “esterna” ricorrendo agli Alleati, il MIS
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             decise di organizzare una vasta campagna di propaganda per allargare il consen-
             so e ottenere l’agognata legittimazione popolare. Nella Sicilia orientale, Antonio
             Canèpa – professore di Dottrine Politiche della Regia Università di Catania, di
             ritorno dall’esperienza partigiana e conosciuto con lo pseudonimo di mario Turri
             – decise di pianificare una cospirazione “anarco-sicilianista” grazie all’appoggio
             della famiglia dei duchi di Carcaci e di altri militanti quali Concetto Gallo e Atti-
             lio Castrogiovanni . La sua instancabile attività presso l’ateneo universitario gli
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             permise di ottenere un vasto seguito di giovani militanti che sarebbero diventati,
             nei primi mesi del 1945, i primi soldati dell’EVIS (Esercito Volontario per l’indi-
             pendenza della Sicilia) .
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                All’indipendenza siciliana conclamata dal MIS, si contrappose la proposta co-
             munista di una Repubblica federativa siciliana con governo socialista, in seno
             alla Federazione delle repubbliche italiane. Anche in questo caso l’idea appari-
             va confusionaria in quanto proponeva allo stesso tempo un largo decentramen-
             to, l’autonomia e la federazione: «Il decentramento amministrativo non basta per
             l’autonomia e l’autonomia non basta per la federazione, posto che quest’ultima
             presuppone l’esistenza di stati dotati di una formale sovranità di diritto internazio-
             nale e non proprio di una mera autonomia amministrativa» .
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                Nel momento di grande crisi, disorganizzazione politica e di mancanza di va-
             lide alternative, il separatismo si poneva come movimento onnicomprensivo del
             popolo siciliano.
                Il 9 dicembre 1943, a Palermo, il comitato centrale del MIS si riunì in seduta
             plenaria redigendo una richiesta ufficiale inoltrata al comando dell’AMGOT in
             cui si esortavano gli Alleati a evitare di rimettere l’isola nelle mani del governo
             Badoglio. La richiesta era stata firmata da Finocchiaro Aprile, Francesco Termi-
             ni, Santi Rindone, Luigi La Rosa, Giuseppe Faranda, Girolamo Stancanelli, Do-
             menico Cigna, Giovanni Gurino Amella, Antonio Parlapiano Vella, Edoardo Di




             12  Il separatismo divenne “movimento” nel febbraio del 1944.
             13  Vedi A. Caruso, Arrivano i Nostri, , Longanesi, Milano, 2004, pp. 138 e segg. Vedi anche
                l’articolo F. Renda, Canepa, l’intellettuale separatista e guerriero, «La Repubblica» di
                Palermo, 5 agosto 2008.
             14  Nel  1933  Canèpa  aveva  tentato  un  colpo  di  stato  a  S.  Marino  per  dimostrare  la
                presenza  attiva  di  nuclei  antifascisti.  Il  coup de main  era  fallito,  il  professore  era
                stato tratto in arresto ma scarcerato nel 1934 per aver ottenuto il riconoscimento
                dell’infermità mentale da lui simulata. Durante il Secondo conflitto mondiale era stato
                particolarmente attivo in azioni di sabotaggio ai danni di postazioni tedesche come
                l’attacco alla base aerea di Gerbini, a Motta Sant’Anastasia, il 9 giugno 1943. Dopo
                l’inizio dell’Operazione Husky, si era trasferito in Toscana dove aveva preso parte alla
                resistenza partigiana prima di ritornare in terra natia.
             15  G. C. Marino, op. cit., p. 55.
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