Page 434 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 434

434                      L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate



                        23
             zioni statali .
                Dopo i tragici eventi di Palermo molti militanti del mis si misero a disposizio-
             ne di Finocchiaro Aprile per un’eventuale insurrezione . Aldisio accusò il movi-
                                                              24
             mento separatista di organizzare una rivoluzione antigovernativa e diede ordine
             di perquisire la sede palermitana dove furono rinvenuti documenti di propaganda
             indipendentista ritenuti pericolosi e furono tratte in arresto otto persone. Fu conte-
             stualmente disposta la chiusura a tempo determinato di tutte le sedi del movimen-
             to. Finocchiaro Aprile accusò le modalità repressive di Aldisio:
                   «[…] La responsabilità della strage, una delle più terribili e infami che
                siano mai avvenute, grava tutta sul governo italiano, il quale impiegò trup-
                pe note per la loro dedizione alla monarchia sabauda, che non riscuote più
                la fiducia del popolo, e parmi il loro odio contro noi siciliani, manifestato in
                più occasioni. L’intervento di queste truppe quando la dimostrazione era al
                suo termine e l’uso dei mezzi bellici più micidiali contro una folla inerme
                sono rivelatori di un sistema che le leggi più elementari della civiltà non
                                       25
                possono che condannare» .
                L’invettiva finocchiariana produsse l’effetto di allentare la pressione governa-
                                                                         26
             tiva. Le sedi furono riaperte e il MIS riprese l’attività di propaganda . Finocchia-
             ro Aprile scrisse a De Gaulle dichiarando l’ammirazione della sicilia nei confronti
             del popolo francese e promettendo ottime relazioni tra la futura sicilia indipen-
             dente e la Francia .
                             27
                Tra la fine del 1944 e l’inizio del 1945, si registrò un’escalation di violenza che
             culminò nei moti del “non si parte!” originati da una vigorosa ed esagitata risposta
             popolare alla decisione governativa di richiamare alle armi le classi del 1921 e
             1922. I moti furono appoggiati dai fascisti, dal MIS e i militanti dell’ala eversiva
                                   28
             presero parte agli scontri . Tra il 5 e il 13 gennaio, Comiso, nel ragusano, si pro-
             clamò repubblica retta da un governo popolare, vennero costituiti un comitato di
             salute pubblica e delle squadre d’ordine interno. Seguirono l’esempio casmeneo,
             Palazzo Adriano tra il 25 e il 28 gennaio e Piana dei Greci nel febbraio. Gravi
             disordini si verificarono a Catania, Carrubbo, Castel di Judicatore, Fiumefreddo,



             23  F. Cappellano, op. cit., p. 28.
             24  Cfr. M. Pannunzio, C’è la legge, in «Risorgimento liberale», a. II, n.125, 20 ottobre 1944.
             25  AFA, Dic 1944, messaggio di Finocchiaro Aprile e Varvaro a Cordel Hull, segretario di
                Stato americano, Palermo, 31 ottobre 1944.
             26  G. C. Marino, op. cit., p. 125.
             27  AFA, Doc. 1944, messaggio di Finocchiaro Aprile a De Gaulle, Palermo 7 luglio 1944.
             28  Nei verbali dei Reali Carabinieri sono menzionati: Concetto Gallo, Egidio Di Mauro,
                Salvatore  Padova,  Giuseppe  La  Spina,  Gaetano  Paternò  Castello,  Isidoro  Piazza,
                Michele Guzzardi, Isidoro Avola, Gabriele Provenzale, Guglielmo di Carcaci e i fratelli
                Gullotta.
   429   430   431   432   433   434   435   436   437   438   439