Page 439 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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rivoluzione armata il 27 settembre 1945. Il governo Parri, sollecitato da Aldisio, si
mostrò più risoluto nella repressione del separatismo: Finocchiaro Aprile, Varvaro
e l’avvocato messinese Restuccia, ritenuto erroneamente il nuovo capo dell’EVIS,
furono arrestati e confinati a Ponza. L’assenza dei leader moderati permise all’ala
eversiva di dare corso alla guerra allo Stato. Il 16 ottobre la “banda dei nisceme-
si” di Rosario Avila attaccò una stazione di carabinieri di Niscemi uccidendo tre
militari. Nello stesso periodo Giuliano attaccò e occupò le stazioni di Bellolampo,
Pioppo, Montelepre, Borgetto e Falcone. Per due volte si tentò l’assalto al depo-
sito di munizioni di Villagrazia. Il colonnello evista, grazie al suo ascendente e
alle sue indubbie capacità di guerrigliero, riuscì ad organizzare una banda effi-
ciente e disciplinata che godeva dell’appoggio della popolazione compresa tra
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Montelepre, suo paese di nascita, Partinico, Monreale e San Giuseppe Jato . Le
fila furono rimpinguate da nuovi militanti dell’EVIS e da ulteriore materiale bel-
lico facilmente recuperabile visto il recente conflitto mondiale: armi automati-
che, anche pesanti, bombe a mano, bottiglie incendiarie e cariche di dinamite. Per
quanto riguarda la logistica non mancavano certamente auto, moto e imbarcazioni
di vario tipo. Erano frequenti gli spostamenti a cavallo e le azioni militari erano
organizzate sulla guerriglia con attacchi improvvisi e repentini. Colpi di mano,
omicidi mirati, agguati a colonne motorizzate e pattuglie a piedi, assalti a piccoli
distaccamenti militari isolati divennero sempre più comuni. Fu compiuta anche
un’azione dimostrativa contro la caserma dei Carabinieri Reali di montelepre che
servì ad attirare rinforzi moto blindati da Palermo. La colonna di soccorso cadde
nell’imboscata preparata dagli uomini di Giuliano perdendo un autocarro, un’au-
toblindata e lamentando venti feriti.
Le forze di pubblica sicurezza presenti sull’isola furono rinforzate con mezzi e
armi. Venne creato l’Ispettorato Generale di Polizia per la Sicilia, comandato dal
commissario Ettore Messana e in un secondo momento, vista l’insufficienza dei
rinforzi e la recrudescenza delle azioni, il governo decise di inviare il Regio Eser-
cito nella divisione aosta, e successivamente la brigata Garibaldi della Folgore, a
coadiuvare la divisione Sabauda.
Le memorie storiche delle divisioni in questione, custodite presso l’Archivio
dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, permettono la ricostruzio-
ne della costante e determinata azione militare svolta dallo stato in sicilia.
Il 29 dicembre 1945, le forze di pubblica sicurezza decisero di attaccare il cam-
po d’addestramento EVIS di San Mauro. Furono impiegati 500 uomini agli ordini
di 3 generali, mezzi pesanti, artiglierie e mortai per stanare circa una settantina di
evisti asserragliati e ben armati. Si trattò di quella che sarebbe passata alla storia
come la “battaglia di S. Mauro di Caltagirone”. Due giorni di scontri a fuoco in cui
cadde un appuntato, Giovanni Cappello di Santa Croce Camerina, vennero feriti
42 F. Cappellano, op. cit., p. 29.

