Page 443 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Workshop giovani ricercatori 443
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razzate concentrate soprattutto nelle province di Palermo e Ragusa . Per control-
lare più agevolmente l’area in cui operava Giuliano, il 18 gennaio venne disposto
il coprifuoco – che sarebbe durato fino al 19 maggio – nei comuni di Montelepre,
Partinico, Borgetto e Giardiniello. I militanti risposero attaccando un automezzo
dell’Esercito a San Cataldo, uccidendo 4 soldati e ferendone 3. Furono attaccate
le polveriere di Scalilli e Villagrazia, prontamente difese dal 6° aosta, venne assa-
lito il treno Palermo-Trapani e rapinati i passeggeri, fu tentata la presa del carcere
di Monreale, si cercò vanamente di sabotare un trasmettitore radio a Palermo,
vennero attaccati l’aeroporto di milo e l’accampamento militare di montelepre.
Ai rastrellamenti delle Forze dell’Ordine, la GRIS e i banditi rispondevano con
attacchi e ritorsioni a sorpresa. L’8 febbraio due automezzi della Polizia che tra-
sportavano detenuti, furono attaccati e dopo quattro ore di fuoco, l’arrivo di una
colonna di rinforzi trasformò il conflitto in una battaglia che imperversò per tutta
la notte. L’incalzare degli attentati, provocò la rimozione dei prefetti di Calta-
nissetta, Agrigento e Messina e l’invio del generale dei Carabinieri Branca con
compiti speciali,. Furono stabilite le taglie per la cattura di Giuliano e Avila e si
decise di non diffondere le notizie degli attacchi terroristici al fine di sminuirne la
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portata e non impressionare l’opinione pubblica .
Con l’arrivo del reggimento Garibaldi, l’11 febbraio iniziarono 8 cicli di ra-
strellamenti in sicilia occidentale . Alle prime luci dell’alba, i paesi venivano
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circondati e si procedeva alla perquisizione sistematica di tutte le abitazioni con il
47 AUSSME, Memorie Storiche Comando Militare Territoriale di Palermo, anno 1946.
Relazione sulle operazioni di polizia nella zona di Montelepre, di Vittoria, e di Niscemi
firmata dal generale Maurizio Lazaro de Castiglioni.
48 F. Cappellano, op. cit., p. 33.
49 I ciclo: Lo Zucco-Sagana; II ciclo: Camporeale-Corleone, III ciclo: M. Mirto-Piana degli
Albanesi; IV ciclo: M. Scuro-Prizzi; V ciclo: Alcamo-Gibelina; VI ciclo: “Occidentale A”;
VII ciclo: dintorni di Palermo; VIII: Rocca Busambra. Secondo la relazione contenuta in
AUSSME, Memorie Storiche Divisione Aosta, anno 1945 lo scopo dei rastrellamenti era
di: «[…] dimostrare ai banditi che la montagna non era un rifugio sicuro ed inaccessibile
alle forze dell’ordine; di scompaginare e disorientare la loro organizzazione; di
metterli in stato di crisi, soprattutto logistica; di dimostrare alle popolazioni che con
il loro favoreggiamento attiravano frequenti azioni di rastrellamento e perquisizioni
con i conseguenti disagi per le popolazioni stesse; di fermare molti traviati che già
erano sulla via di darsi al banditismo». In AUSSME, Memorie Storiche 182° Brigata
Fanteria Garibaldi, anni 1946-1952 si legge a proposito del V ciclo: «Si iniziava alle ore
6 mentre il paese ignaro dormiva tranquillamente. Pattuglie a piedi, su cingolette, su
autocarri, in breve tempo circondavano il paese a stretto raggio, mentre i carabinieri
rinforzati da soldati e già suddivisi in nuclei, piombavano in paese per iniziare le
perquisizioni.
Ogni pattuglia, ogni nucleo aveva il suo compito stabilito. Con sorprendente rapidità e
perfetto sincronismo tutti gli organi si erano messi in funzione. Intanto al di fuori del
paese, a largo raggio, si dava inizio alle perquisizioni dei casolari […]».

