Page 442 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 442

442                      L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate



                stre armi in dotazione: fucili, mitra e bombe a mano. Ormai stava per calare
                la sera e le nostre munizioni erano finite.
                   Sembrava che la morte non mi volesse. Una pallottola mi colpì al petto
                ma fu deviata da una medagliera che tenevo nel taschino del giubbotto. Più
                tardi una raffica di mitra mi sfiorò il fianco bucando il giaccone e lasciando-
                mi indenne. Poi una fucilata mi sfiorò all’altezza del cavallo dei pantaloni.
                Anche questa non mi colpì. Un colpo mi portò via il berretto e mi colpì
                lievissimamente alla testa. Fu il momento in cui capii che non c’era più
                niente da fare […]. Restai solo. Fu allora che staccai la bomba a mano che
                tenevo legata alla cintura, tirai fuori la spoletta e me la buttai tra i piedi nella
                speranza di saltare per aria. La bomba non esplose. Ormai era quasi sera.
                C’era un sibilo. E una bomba, una granata, esplose davanti a me […]. Pochi
                minuti dopo mi risvegliai. Accanto c’era un maresciallo dei carabinieri, il
                maresciallo Manzella, che, come avrei saputo più tardi, mi aveva salvato la
                vita. […] Ma non ebbi molto a gioire […]. Ammanettato come un brigante,
                                                               44
                venni caricato su un camion e portato a Catania […]» .
                La “banda dei niscemesi”, sfuggita all’accerchiamento di San Mauro, il 16
             gennaio per rappresaglia attaccò la stazione dei Carabinieri Reali di Feudo Nobile,
             vicino Gela, che si arrese dopo una strenua resistenza. Gli otto militari catturati
             vennero trucidati il 29 gennaio, dopo un vano tentativo di scambio di prigionieri
             per ottenere la liberazione di Gallo. All’intensificarsi delle azioni di guerriglia,
             il governo rispose inviando nuovi reparti dei Carabinieri e delle Forze Armate.
             Come detto, venne deciso di trasferire nell’isola il reggimento di fanteria Garibal-
             di della divisione Folgore, uno dei migliori dell’Esercito, esperto in operazioni di
                                                                                   45
             guerra non convenzionale avendo partecipato alla guerra partigiana nei Balcani .
                A partire dalla seconda decade di gennaio, iniziarono ampie operazioni di ra-
                                                            46
             strellamento con l’appoggio di aerei da ricognizione , artiglierie e unità motoco-

             44  Memorie di Concetto Gallo, da un’intervista di e. Magrì, 1974. Riproposta nel 2009 sul
                settimanale «Gazzettino di Giarre».
             45  AUSSME, Memorie Storiche Divisione Aosta, anno 1945.
             46  «L’attività di aerocooperazione per le operazioni di polizia in Sicilia ha avuto inizio
                il 16 gennaio us con base all’aeroporto di Boccadifalco (Palermo). Gli scopi prefissi
                erano:  esplorazione  e  ricognizione  a  vista  delle  zone  di  operazioni;  collegamento
                fra il comando tattico ed i reparti operanti; collegamento fra il comando territoriale,
                comandi di divisione e i comandi tattici. […] Gli apparecchi impiegati per la ricognizione
                aerea sono quelli normali di linea (S. 79 ed S. 84) poco idonei allo speciale servizio,
                sia  perché  troppo  pesanti  e  poco  manovrieri,  sia  principalmente  per  il  campo  di
                osservazione notevolmente limitato […]. Notevole è stato l’effetto morale sui reparti
                operanti, che hanno sempre avuto la sensazione della protezione e della sicurezza
                data dalla presenza dell’aereo nella zona e sulla popolazione civile […]». AUSSME,
                Memorie Storiche Comando Militare Territoriale di Palermo, anno 1946.
   437   438   439   440   441   442   443   444   445   446   447