Page 438 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                L’EVIS contestò la relazione ufficiale dei carabinieri, affermando che il posto
             di blocco aveva fin da subito identificato l’autovettura di Canèpa decidendo di
             sparare immediatamente. Sulla dinamica del conflitto a fuoco, in effetti, non ci fu
             molta chiarezza. Di recente salvo Barbagallo ne Antonio Canepa, ultimo atto e ne
             l’uccisione di antonio Canepa, sostiene la tesi di un agguato ad hoc, pianificato
             dai servizi segreti americani per l’eliminazione fisica del “professore guerriglie-
             ro”, il cui programma politico era ormai in netta contraddizione con gli accordi
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             di Yalta .
                Nella caserma della forestale i carabinieri rinvennero un mortaio da 45; 12
             fucili mod. 1891; 4 moschetti mod. 38; 5 moschetti tedeschi; un fucile da caccia
             calibro 16; tre casse di munizioni varie; 14 bombe a mano; 22 elmetti; 2 sacchi di
             farina; 1 macchina da scrivere; documenti; oggetti; vestiario .
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                La notizia dei fatti di Murazzu Ruttu, destò commozione tanto nell’opinione
             pubblica separatista, quanto in quella unitaria e produsse disorientamento nella
             dirigenza del MIS. Se Finocchiaro Aprile avesse encomiato l’azione di Canèpa,
             avrebbe legittimato l’EVIS palesando il legame con la frangia eversiva, se invece
             lo avesse sconfessato, avrebbe perso consenso presso l’opinione separatista. Uscì
             dal cul de sac con un comunicato ambiguo:

                   «[…] la chiusura delle sedi del MIS, ha messo i dirigenti nella materiale
                impossibilità di controllare l’azione di tutti gli elementi e specialmente di
                quelli più accesi. Questi, giunti per forza di cose alla esasperazione, delusi
                per il fallimento di ogni bella promessa di Libertà e Democrazia, si sono
                affidati soltanto agli impulsi della loro giovinezza. Ciò malgrado, nessuna
                violenta azione hanno mai praticamente commesso, giacché lo stesso scon-
                tro del 17 non ebbe luogo per iniziativa dei giovani, che scesi dall’automez-
                zo in obbedienza alla intimazione dei CC.RR. vennero uccisi a terra perché
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                riconosciuti dai loro distintivi quali indipendenti, e soltanto perché tali» .
                Concetto  Gallo  assunse  il  comando  dell’EVIS  che  qualche  settimana  dopo
             venne sostituito  con la  Gioventù  Rivoluzionaria  per  l’Indipendenza  Siciliana
             (GRIS). Il nuovo leader scelse il nome di secondo Turri. i rapporti con salvatore
             Giuliano furono ulteriormente rafforzati e in una riunione a cui presero parte Gal-
             lo, Finocchiaro Aprile, Varvaro, i fratelli Tasca, i fratelli Carcaci, Castrogiovan-
             ni, La Motta, Cammarata e il boss Vizzini si decise – nonostante le titubanze di
             Finocchiaro Aprile e l’opposizione di Varvaro – di organizzare lo scoppio di una

             39  Per  un  approfondimento  con  documentazione  inedita  si  rimanda  a  S.  Barbagallo,
                Antonio Canepa, ultimo atto,  Bonanno,  Acireale,  2012  e  Id.,  L’uccisione di Antonio
                Canepa. Un delitto di Stato?, Bonanno, Acireale, 2012.
             40  ACS, MI, Gab. Aa. 1944-45, b. 140, f. 12421, relazione del prefetto di Catania, Vitelli, al
                Ministro dell’Interno, Catania, 22 giugno 1945.
             41  Cit. in G. C. Marino, op. cit., p. 162.
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