Page 422 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             destinati in diverse località della Patagonia , che costituivano la parte restante dei
             partecipanti all’impresa. All’arrivo in Terra del Fuoco l’8 settembre 1949  i segna-
             li del fallimento del progetto di Borsari erano già ben visibili tanto che il deputato
             socialista Fernando santi in una interrogazione parlamentare del 22 settembre
             1949 denuncia le condizioni dei partecipanti alla spedizione Borsari e arriva ad
             accusare il ministero degli Esteri  di una mancata vigilanza sull’intera vicenda.
             L’articolo del “Risorgimento”, un giornale della comunità italiana di Buenos Ai-
             res di tendenza neofascista, che celebra l’arrivo di nuovi “pionieri per una delle
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             più belle e proficue imprese dell’emigrazione italiana”  resta l’unico eco dell’en-
             tusiasmo che aveva accolto il primo contingente appena un anno prima. Di lì
             a pochi mesi la riduzione dei fondi destinati alla costruzione dell’insediamento,
             originata da un cambio ai vertici del Ministero della Marina, decretò il fallimento
             dell’impresa e il rientro o lo spostamento in altre zone dell’Argentina della mag-
             gior parte degli emigrati.

             Conclusioni
                L’impresa Borsari ricorda altre sciagurate avventure degli emigrati italiani, su
             tutte l’odissea dei trevigiani in Nuova Caledonia nel 1880 . Le altre tragiche vi-
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             cende dell’emigrazione italiane sono avvenute perlopiù a fine Ottocento o all’i-
             nizio del Novecento, in un contesto storico e sociale totalmente differente. Gli
             storici, sia argentini sia italiani, e i partecipanti alla spedizione concordano nel
             giudizio negativo dell’esperienza in Terra del Fuoco. Arnoldo Canclini sintetizza
             così l’insediamento in Terra del Fuoco: si può dire che questo tentativo di popola-
             mento non ebbe successo. Una parte importante degli immigrati, non soddisfatti
             con la situazione che trovarono, tornò nella sua terra. Si deve ricordare che, in
             maggior o minor misura, successe lo stesso con esperienze simili in altri punti del
             paese. Tutti dicono però che in Ushuaia non si rispettarono i vincoli contrattuali,
             situazione molto grave se si pensa alle condizioni di vita nella regione. inoltre il
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             fatto che il contratto durasse solo due anni diede a molti la possibilità di tornare .
                Mentre l’insistenza sulla matrice fascista, evidenziata dalla storiografia argen-
             tina negli anni recenti, non trova un riscontro nelle dichiarazioni degli interessati,
             né dai documenti ufficiali. Entrambi gli accurati studi pubblicati sulla spedizione
             Borsari, della Bertagna e della Sezzi e Sigman concordano nella connotazione



             29  L. Sezzi, N. Sigman, Pionieri del progresso: l’impresa borsari in Terra del Fuoco, cit., p.
                129.
             30  Risorgimento, Buenos Aires 26 Agosto 1949 da L. Sezzi, N. Sigman, Pionieri del progresso:
                l’impresa Borsari in Terra del Fuoco, cit..
             31  A. Stella, Paradiso fantasma vendesi. Da Treviso all’Oceania tra imbrogli e cannibali in
                “Odissee. Italiani sulle rotte del sogno e del dolore”. Rizzoli, Milano 2004.
             32  A. Canclini, Tierra del Fuego. Su historia en istoria. Galerna, cit., p. 302
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