Page 420 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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420 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
L’arrivo in Terra del Fuoco.
I primi problemi con i partecipanti alla spedizione affiorarono già durante la
traversata. La navigazione durò trentadue giorni e fece scalo nei porti di Dakar,
Las Palmas e montevideo. Furono accuratamente evitate ulteriori soste a Buenos
Aires o sulla costa argentina, per timore di fughe e defezioni degli emigranti. La
testimonianza, riportata nel saggio di Lezzi e Sigman, della signora Preto riporta
delle manifestazioni della comunità italiana di Montevideo all’arrivo della nave
nel porto. Dalle banchine del porto, gli italiani incitavano i connazionali imbarcati
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a scendere per evitare di venir uccisi dagli indios in Patagonia . Non ci sono
altre testimonianze sulla stampa etnica che possono avvalorare questa versione,
comunque la possibile fuga dei partecipanti era stata preventivata dagli organiz-
zatori che avevano concordato che la nave diretta in Terra del Fuoco “non doveva
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toccare nessun altro porto argentino” . La nave giunse a Ushuaia il 28 ottobre
1948, data emblematica vista la presunta matrice fascista della spedizione, ma lo
sbarco dei passeggeri avvenne il giorno successivo.
La storiografia argentina ha raccontato di una discesa a terra dell’equipaggio
nella giornata del 28 Ottobre, con un vero e proprio corteo in divisa per le vie
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della città . Le testimonianze dirette dei partecipanti raccolte nel saggio di sezzi
e Sigman contraddicono questa versione, mentre la divisa era un’uniforme color
cachi acquistata in blocco da una rimanenza dell’esercito statunitense. Nell’attesa
della costruzione delle case prefabbricate le famiglie furono sistemate in due ca-
pannoni, mentre altri membri dell’equipaggio dormivano sulla nave. Il villaggio,
chiamato “Villaggio nuovo” dagli italiani, era destinato a ospitare anche il nuovo
contingente di emigranti con le loro famiglie, per questo motivo erano previsti ben
141 alloggi. I partecipanti non erano assolutamente pronti al rigido clima australe,
durante la fase di selezione del personale erano stati frequentemente fatti dei ri-
ferimenti a un clima simile a quello italiano e a una terra dalle mille opportunità.
Dopo appena alcuni mesi dallo sbarco in Terra del Fuoco alcuni emigranti torna-
rono in Italia o si trasferirono nelle provincie più a Nord, a riprova delle grandi
difficoltà di vita in Patagonia e delle mancate aspettative rispetto alle promesse
della vigilia. Gli organizzatori cercarono di arginare la situazione e si arrivò al
sequestro dei beni per coloro che erano intenzionati a lasciare Ushuaia, l’accordo
italo - argentino prevedeva il risarcimento del costo del biglietto in caso di rientro
prima dei tempi stabiliti. il contratto aveva durata di due anni e solo nel settembre
del 1949 la pratica del sequestro dei beni fu sanzionata dal governo argentino. La
25 Ushuaia, 1884 -1984, Cien años de una ciudad argentina, Ushuaia 1984, da L. Sezzi, N.
Sigman, Pionieri del progresso: l’impresa borsari in Terra del Fuoco, cit..
26 L. Sezzi, N. Sigman, Pionieri del progresso: l’impresa borsari in Terra del Fuoco, cit., p.
123.
27 cfr. A. Canclini, Tierra del Fuego. Su historia en istoria. Galerna, Buenos Aires 1986.

