Page 123 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          qualificate posizioni organizzative nell’ambito del Comando ISAF e negli altri comandi
          multinazionali che insistono su KABUL.
             Contemporaneamente, è stata dedicata maggiore energia al regional Command West.
             Il Comando di RC-W, ancora oggi, si fonda su una struttura di Brigata multinaziona-
          le, operante in un’area di responsabilità suddivisa in quattro settori, ognuno coincidente
          con una provincia, sebbene non rispondente ai reali confini amministrativi, nei quali
          sono state schierate le necessarie forze di manovra, al fine di garantire la libertà di mo-
          vimento, e i 4 PRT a supporto della ricostruzione e dello sviluppo.
             All’avvio della fase di stabilizzazione, l’incessante impegno delle forze di manovra
          e dei PRT aveva già mietuto più che favorevoli riscontri.
             Ma non era un punto d’arrivo. Era piuttosto un punto di partenza, con l’obiettivo di
          rendere autonome le locali forze di sicurezza.
             In tal senso, dal luglio 2006 hanno cominciato ad operare 7 team di addestramento
          e collegamento (Operational Mentoring and Liaison Teams – OMLT) che, dall’interno
          del 207° Corpo d’Armata Afghano, schierato appunto nell’area ovest, modulavano i
          rapporti con RC-W, svolgevano azione di indirizzo negli ambiti della pianificazione/or-
          ganizzazione/condotta e promuovevano/svolgevano l’addestramento opportuno per far
          conseguire la necessaria prontezza operativa.
             Altrettanto è stato fatto per le forze di polizia (Afghan National Police - Afghan Na-
          tinal Civil Order Police - Afghan National Border Police), attraverso l’impiego di task
          forces dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza.
             Tra gli obiettivi addestrativi di maggior pregio conseguiti con il programma di svi-
          luppo delle Forze di Sicurezza Afghane vi sono:
             •  sensibilizzazione e capacità CIED;
             •  impiego del fuoco indiretto
             •  integrazione dell’attività informativa;
             •  pianificazione e programmazione logistica;
             •  conoscenza del diritto penale e applicazione della legge;
             •  formazione della leadership;
             •  alfabetizzazione dei soldati;
             •  nozioni e tecniche di pronto soccorso;
             •  informatica e comunicazioni,
                 oltre tutte le altre istruzioni di carattere tecnico tattico.
             Finché, a partire dalla prima metà del 2011 ha avuto inizio la fase di Transizione,
          4^ fase della campagna ISAF, suddivisa a sua volta in 5 tranches, in ognuna delle quali
          una definita quantità di Distretti, selezionati dal Joint AFGHAN NATO Inteqal Board
          (JANIB), designati dal presidente Karzai, hanno assunto/stanno assumendo la responsa-
          bilità diretta della sicurezza.
             Si tratta di un processo politico-militare che prende in considerazione tre pilastri
          fondamentali: sicurezza, governance e sviluppo, laddove il conseguimento della sicu-
          rezza è la condizione necessaria per garantire la governante e lo sviluppo, come peraltro
          affermato nel vertice NATO svolto a CHICAGO nel maggio del 2012.
             Nel corso della transizione, come facilmente intuibile, diminuisce il fabbisogno di
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