Page 128 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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              Capacità stealth: nel 1991 fecero per la prima volta apparizione i velivoli americani
           F-117, cosiddetti aerei invisibili in quanto grazie ad una forma della fusoliera particolare
           e a nuovi materiali utilizzati riuscivano ad eludere i radar di avvistamento del sistema
           di difesa irachena. Tale capacità, specialmente in uno scenario complesso, risulta par-
           ticolarmente vantaggiosa in quanto permette di sorvolare lo spazio aereo dell’area di
           operazioni con bassissimo rischio di essere avvistato e quindi ingaggiato con i sistemi
           di difesa attiva (missili e/o aerei). Fino ad oggi solo gli americani sono stati in grado di
           gestire la cosiddetta tecnologia stealth, includendo l’Operazione Unified Protector, in
           cui nella primissima fase gli Stati Uniti hanno utilizzato velivoli B-2 e F-22. Ma il futuro
           vedrà lo scenario cambiare, in quanto il velivolo F-35 JSF (Joint Strike Fighter) è attual-
           mente in fase di sviluppo e verrà sviluppato e acquistato da numerosi Paesi occidentali.
           Ecco quindi che la capacità stealth non sarà più solo appannaggio degli americani.

              Bombe di precisione: le bombe tradizionali a caduta libera sono state nel tempo so-
           stituite da quelle a guida laser e/o GPS. In effetti la tecnologia ha migliorato il sistema di
           guida fino ad arrivare a precisioni centimetriche, riducendo quindi la possibilità di danni
           collaterali. Nell’Operazione Unified Protector sono state utilizzate unicamente bombe
           di precisione, anche se in effetti nella maggior parte dei casi i corpi bomba sono gli stessi
           utilizzati in passato. Ora gli sforzi si stanno quindi concentrando sul potere distruttivo
           dell’armamento, cercando di essere sempre più chirurgici negli ingaggi al suolo. Un
           esempio concreto sono le Small Diameter Bombs (SDB) che saranno implementate sul
           JSF.


              APR: i sistemi a pilotaggio remoto sono stati, nel tempo, un assetto sempre più im-
           portante ed efficace. Innanzitutto eliminano completamente i rischi che i piloti tradizio-
           nali vivono nel compiere le missioni reali, ma soprattutto hanno vantaggi in termini di:
           ·  persistenza in area di operazioni: un APR può volare fino a 24 ore senza la necessità
              di rifornimento in volo:
           ·  valenza strategica: le informazioni di un APR possono essere utilizzate, in tempo
              reale, a livello tattico ma anche a livello strategico, dando un notevole vantaggio al
              processo decisionale;
           ·  capacità di ingaggio puntale: i moderni APR sono piattaforme di ricognizione e di
              raccolta di informazioni ma hanno anche la capacità di ingaggio diretta di un bersa-
              glio, senza quindi la necessità di far intervenire altri assetti aerei.
              In OUP sono stati usati alcuni assetti APR ma le esigenze sono sempre crescenti. In
           futuro sicuramente sempre più Paesi si doteranno di questa capacità.

              Intelligence fusion: nel 1991 la difficoltà nelle operazioni militari ed in particolare
           in quella aerea era principalmente collegata con le capacità dei sistemi a disposizione
           di raccolta e collezione delle informazioni riguardanti il “nemico”. Oggi invece la tec-
           nologia in campo aerospaziale permette di poter collezionare un immenso volume di
           informazioni ed il problema riguarda invece la capacità di gestione delle stesse, ossia la
           capacità di estrapolare le informazioni utili ed utilizzabili a livello strategico e tattico.
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