Page 126 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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              Il dispositivo aereo era quindi articolato e complesso, dislocato a terra su circa 20
           basi aeree europee e a bordo delle navi della coalizione nel Mediterraneo. Tutto lo spazio
           aereo tra l’Italia meridionale, la Grecia, la Libia ed il Mediterraneo che li collega era
           sostanzialmente controllato e gestito dalla coalizione, che aveva il Comando presso le
           strutture NATO di Bagnoli ed utilizzava Enti ed infrastrutture delle singole Nazioni per
           il supporto logistico e tecnico.
              Dal mese di marzo al 31 ottobre gli alleati hanno svolto quasi 26.000 sortite, di gior-
           no e di notte, per una media giornaliera di 120.
              La componente satellitare ha ovviamente rappresentato un elemento chiave per il
           successo delle operazioni aeree, nei vari ambiti:
           ·  Global Positioning System GPS: la costellazione dei satelliti americani garantisce,
              agli utenti militari, elevata precisione di localizzazione e quindi navigazione, e viene
              utilizzata da:
              o  Velivoli: il ricevitore GPS  a bordo dei moderni velivoli militari permette di navi-
                 gare con assoluta certezza e nei tempi previsti;
              o  Armamento: il ricevitore GPS sui sistemi di guida dell’armamento a caduta ga-
                 rantisce precisione di ingaggio e quindi riduce in modo considerevole la possibili-
                 tà di danni collaterali a cose o persone non coinvolte direttamente nell’operazione
                 (esempio: JDAM Joint Direct Attack Ammunition).
           ·   Meteorologia: i satelliti meteorologici sono di ausilio sia nella fase di pianificazione
              che in quella di esecuzione delle operazioni aeree. Grazie alle informazioni ricevute
              dallo spazio, infatti, si riesce ad effettuare previsioni attendibili e quindi si è in grado
              di pianificare le missioni aeree senza il rischio di incorrere in condizioni meteorolo-
              giche sfavorevoli;
           ·  Satelliti per il controllo degli Aeromobili  a Pilotaggio Remoto A.P.R.: i cosiddetti
              velivoli senza pilota (U.A.V. Unmanned Aerial Vehicle) hanno invece una complessa
              architettura organizzativa che include un equipaggio a terra e un’infostruttura arti-
              colata. Il controllo del velivolo a distanze oltre l’orizzonte (BLOS Beyond Line Of
              Sight) avviene attraverso un satellite che rilancia da e per il velivolo i segnali generati
              dalla stazione di controllo a terra;
           ·  Satelliti per immagini: le informazioni relative al “campo di battaglia” possono esse-
              re raccolte e diffuse anche attraverso satelliti dedicati che a loro volta si distinguono
              in:
              o  Satelliti con sensore ottico: in questo caso il sensore è ottico e riceve le informa-
                 zioni da terra nelle varie frequenze, fino ad arrivare a quelle infrarosso;
              o  Satelliti con sensore radar: tali satelliti hanno un sensore attivo che sfrutta le onde
                 elettromagnetiche generate dal radar di bordo per riuscire a generare le cosiddette
                 immagini radar.
           ·  Scambio dati: un’architettura di comando e controllo moderna è fortemente dipen-
              dente dalla capacità di centralizzare il comando e decentralizzare gli assetti operativi
              e tattici. I tempi di azione e reazione attuali impongono una rete di collegamento tra
              tutti i partecipanti e lo scambio dati avviene, preminentemente, grazie all’ausilio di
              appositi vettori satellitari.
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