Page 285 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          flotta per recuperare il tempo perso, circumnavigando l’Africa e sfruttando il canale di
          Suez, rallentando di molto l’avanzata russa. I due mesi di ritardo furono determinanti per
          l’esito della guerra, con la flotta russa che venne completamente spazzata via nella batta-
          glia di Tsushima nel maggio del 1905. Dopo l’esperienza londinese, si reca nuovamente
          in qualità di Ambasciatore Straordinario presso lo Stato Vaticano, dal 1906-1909. Deve
          partire nuovamente con una breve parentesi nel 1907 negli Stati Uniti come sottosegre-
          tario dell’Ambasciatore russo a Washington, Roman Romanovič Rosen.

          1.2 Contesto storico e diplomatico
             Tra le grandi potenze europee, la Russia era la sola che alla fine del’800 si reggesse
          ancora su di un sistema autocratico, poco scalfito dalle limitate forme di costituzionali-
          smo che seguivano la scia di quelle vigenti in Germania e Austria-Ungheria. Sul piano
          interno la tanto attesa trasformazione della monarchia assoluta in monarchia costituzio-
          nale era morta il 13 marzo 1881 insieme allo zar Alessandro II, quando il progetto di
          costituzione elaborato da Loris-Melikov non passò la commissione riunita 5 giorni dopo
          l’attentato . Lo stesso successore Alessandro III impressionato dal terribile evento della
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          morte del padre, decise di seguire i rigidi consigli imbevuti di dogmi nazionalistici del
          personale consigliere Pobedonostsev, bocciando le riforme firmate dal padre e conso-
          lidando un rafforzamento del potere statale. Alcune misure costruttive invece vennero
          introdotte nei settori finanziari e dell’economia nazionale durante il 1881-1887, sotto la
          supervisione del ministro delle finanze Nikolaj Bunge, che ideò la banca agraria conta-
          dina abolendo l’imposta pro-capite e introducendo le tasse sull’eredità. Pioneristiche li-
          mitazioni della giornata lavorativa vennero inserite nelle legislazioni sul lavoro , prima
                                                                                19
          di venir accusato di socialismo e di essere sostituito da Ivan Višnegradskij il quale si pro-
          pose maggiormente per uno sviluppo dell’industria pesante. A tale programma si affidò
          Sergej Vitte che ispirato dal saggio di Friedrich List decise di applicare la stessa idea di
          politica economica nazionale del pensatore tedesco, secondo cui il progresso nazionale
          di tutti i paesi consisterebbe nel passaggio dallo stadio agrario a quello industriale. In
          particolare il progresso della Russia nei settori dell’industria e del commercio avrebbe
          dovuto seguire un programma che istituisse organismi municipali e provinciali, abolisse
          le forme di servitù e introducesse sistemi di trasporto verso l’asia. 20
             In politica estera l’impero stava vivendo numerosi cambiamenti di rotta, in parte
          successivi al congresso di Berlino del 1878. I più significativi furono la definitiva rottura
          delle relazioni diplomatiche con l’Austria-Ungheria e la Germania e l’avvicinamento
          alla Francia. Sebbene la lega dei tre imperatori fosse stata rinnovata dal 1881 al 1884

          18   V. Gitermann, Storia della Russia, La Nuova Italia, Firenze, 1963, Vol. II pp. 362-363
          19  Le limitazioni alla giornata lavorativa passarono a otto ore per i ragazzi dai dodici ai quindici anni, venne
             inserito nella normativa il divieto di lavoro notturno per bambini e donne nell’industria tessile e norme volte
             ad assicurare agli operai pagamento regolare e adeguato da parte dei datori di lavoro. In merito si veda V.L.
             Stepanov, N.X. Bunge, sud’ba reformatora, [ Il destino del riformatore] ROSSPEN, Moskva, 1998, p. 390-399
          20  Per un approfondimento si vedano, T.H. Von Laue, Sergej Witte and the industrialization of Russia, New
             York, 1969, pp.39 e 166. S. Bertolissi, Un paese sull’orlo delle riforme. La Russia zarista dal 1861 al 1904,
             Franco  Angeli,  Milano,  1998.  A.P.  Korelin,  Sergej  Julevič  Vitte,  Rossija  na  rubeze  vekov,  istoriceskie
             portrety,[Russia alla fine del secolo, ritratti storici] Moskva, 1991, pp. 8-45
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