Page 290 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           contrastare la crescente influenza austriaca.
              Gli accordi di Racconigi nel 1909 aumentarono gli attriti tra Russia e Austria-Un-
           gheria. L’Italia inizialmente ebbe modo di inserirsi nel contesto balcanico e di ottenere
           dalla Russia il primo vero riconoscimento dei suoi interessi, che con i successivi accordi
           stipulati con la Francia e la Gran Bretagna spinsero l’Italia a intraprendere successiva-
           mente la guerra contro la Turchia nel 1911. L’accordo di Racconigi non ebbe seguito,
           gli intenti dei due paesi si divisero, differenziati in realtà proprio sull’interesse che at-
           tribuivano al mantenimento dello status quo nei Balcani. Il Regno d’Italia mirava ad
           un progetto complicato dove il piano Tittoni prevedeva un riavvicinamento italo-russo
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           come punto di partenza per una futura intesa austro-russo-italiana.
              S.D. Sazonov cominciò a gestire l’ufficio del ministero degli esteri già a partire dal
           4 settembre 1910:
              “l’eredità politica che ho ricevuto dal A.P. Izvol’ski era estremamente vivace . Per
           quanto riguarda il nostro alleato, la Francia la nostra posizione poggiava su fondamenta
           incrollabili di rapporti contrattuali che hanno dimostrato oltre quindici anni di esistenza
           di utilità e di valore dal punto di vista della salvaguardia della pace europea .Con l’In-
           ghilterra, nel 1907 siamo riusciti a stabilire relazioni soddisfacenti. Infine, i nostri rap-
           porti con l’Italia, che ha a lungo goduto la nostra sincera simpatia, sono stati altrettanto
           soddisfacenti. Dopo il viaggio a Racconigi dello zar Nicola II, queste relazioni hanno
           assunto una qualche forma di riconoscimento reciproco di interessi politici, con l’Italia
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           la costa nordafricana e la Russia in Medio Oriente” .
              Sergej Sazonov fin da subito cercò di appianare il contrasto con la Germania con gli
           accordi di Postdam del novembre 1910, rinunciando all’opposizione contro il comple-
           tamento della ferrovia di Bagdad e promise persino di prolungare la ferrovia Bagdad-
           Kanikin, progettata dai Tedeschi, con un tronco russo Kanikin-Teheran. La motivazione
           di tale decisione è riscontrabile secondo lo stesso diplomatico nel fatto che
              “So bene che il nostro consenso alla richiesta tedesca difficilmente sarebbe stato
           accettato dall’opinione pubblica ostile alla Russia e non mancherà di suscitare grande
           paura nel nostro commercio e negli ambienti industriali, ma comunque ho deciso di ap-
           poggiare i tedeschi essenzialmente per una serie di condizioni. Ero convinto che questa
           volta sarei stato in grado di spingere l’ Inghilterra ad aiutare la nostra causa e nella co-
           struzione della ferrovia e quindi bloccare il rischio di superiorità da parte della Germania
           di tutto il traffico commerciale nella Persia nord - occidentale. “ 37
              Queste concessioni però attirarono a Sergej Sazonov le ire degli industriali russi che
           temevano una forte concorrenza tedesca sul mercato persiano.
              Ho capito che non avrei dovuto legare la mia prima apparizione ufficiale all’estero
           con una visita presso la corte tedesca, non dovevo dare ai nostri alleati una falsa impres-
           sione circa il mio orientamento politico. Il mio sincero desiderio era di negoziare un rap-
           porto decente con i tedeschi senza spingere a Parigi, sotto l’accusa di germanofilismo.
           Questa preoccupazione è giustificata, e mi ci è voluto un po’ per discolparmi in questo
           35  G. Petracchi, La Diplomazia Italiana in Russia ( 1861- 1941),  Bonacci, Roma, 1993, pag. 95
           36   S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap. 1, p 25
           37  S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap. 2, p 30
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