Page 294 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           le relazioni diplomatiche. A Berlino sorsero preoccupazioni, e si accennò a Vienna che,
           ottenuta ormai la umiliazione della Serbia, si poteva rinunciare all’uso della forza. Ma
           il conte Berchtold non si lasciò distogliere dal suo proposito di operare e il 28 luglio
           mandò a Belgrado la dichiarazione di guerra.
              Il ministro Pourtales ha perso la testa perché senza dubbio, c’è di mezzo la sua re-
           sponsabilità personale. Temo che egli abbia contribuito a gettare il suo governo in questa
           terribile avventura col sostenere che la Russia non avrebbe resistito e che se, per caso
           straordinario non avesse ceduto, la Francia avrebbe denunciato l’alleanza russa. Adesso
           egli scorge in quale abisso ha precipitato il suo paese. 48
              Nicola Il, spinto da Sergej Sazonov, ansioso di anticipare i tempi in virtù delle grandi
           distanze russe e dalla scarsa laboriosità delle ferrovie, il 29 luglio firma l’ordine di mo-
           bilitazione generale. Ma, ricevuto un dispaccio di Guglielmo Il, che prometteva d’ado-
           perarsi per un’intesa tra Vienna e Pietroburgo, lo Zar revocò l’ordine di mobilitazione.
           Il 30 luglio alle 5 pomeridiane Sazonov, che temeva un ritardo nella chiamata alle armi,
           ottenne che la mobilitazione fosse nuovamente ordinata. L’ordine venne pubblicato il
           mattino seguente. Il 31 luglio l’ambasciatore tedesco a Pietroburgo, Pourtalès, consegnò
           al ministro degli esteri russo la dichiarazione di guerra della Germania. La dichiarazione
           di guerra dell’Austria-Ungheria alla Russia seguì tre giorni dopo.
              L’8 agosto 1914 il ministro della guerra russo Vladimir Aleksandrovič Suchomlinov
           assicurava la Duma che l’esercito era pronto a respingere l’attacco dell’Impero tede-
           sco . Le versioni sul generale risultano contrastanti, da molti suoi stessi contemporanei
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           egli venne accusato di essere stato il responsabile del ristagno dell’esercito russo dal
           1905-1912, ciò portò la Russia impreparata alla prima guerra mondiale. Tuttavia, lo
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           storico Bruce W. Menning nel suo Bayonets Before Bullets difende l’operato del ge-
           nerale, mentre afferma che molti dei suoi stretti collaboratori si sarebbero macchiati di
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           spionaggio tedesco .
              Come nuova tecnologia in Russia si puntò anche all’aeronautica. Benché ancora le-
           gati all’utilizzo dei palloni aerostatici, grazie alla figura dell’ingegnere e tecnico russo
           Igor Sikorsky si formò una delle più importanti industrie russe, la RBVZ con sede a
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           San Pietroburgo. Come capo della sezione aeronautica dell’azienda, iniziò nel 1912 a
           lavorare al progetto di un aeroplano plurimotore di che fosse capace di trasportare una
           dozzina di passeggeri in condizioni confortevoli su lunghe distanze. A quell’epoca, esi-
           stevano seri dubbi sul fatto che aeroplani di dimensioni superiori a una quindicina di
           metri potessero sollevarsi dal suolo, ed essere sicuri in caso di guasti. Sull’onda del suc-
           cesso di questi modelli di prova, Sikorsky intraprese la progettazione di un nuovo aereo



           48  Maurice Paleologue, La Russia degli zar durante la grande guerra, p.p 33-34
           49  V.A. Suchomlinov, Russia’s war minister, the life and work of adjutant-general Vladimir Alexandrovitsh
              Soukhomlinov, tradotto da V.D Doumbadze, Hamilton Kent, London, 1915
           50  Lo stesso Sazonov nelle sue memorie criticherà l’operato di Suchomlinov, S.D. Sazonov, Vospominanjia,
              [Biografia], Cap. 1, pp 180-185
           51  Bruce Menning, Bayonets Before Bullets: The Imperial Russian Army, 1861-1914, Bloomington: Indian
              University Press, 1992
           52  Russko-Baltysky Vagonny Zavod, Officine ferroviarie russo-baltiche
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