Page 297 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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ActA
na. Veniva incolpato Nikolaj Nikolaevič di errori strategici, l’amministrazione militare
di pigrizia e d’incapacità, così come il già citato Suchomlinov di aver reso impreparata
la milizia imperiale. Per attenuare il malumore, Nicola II inviò lo zio nel Caucaso, ed
assunse personalmente il comando supremo. S.D. Sazonov tentò invano di persuadere lo
zar da questa decisione, arrivando persino a presentare le dimissioni da ministro:
Quando, dopo i fallimenti della campagna estiva del 1915 la questione del coman-
do emerse e l’imperatore dichiarò la sua decisione incrollabile di prendere il comando
dell’esercito il Consiglio dei ministri, ha condiviso la preoccupazione generale per le
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conseguenze di questa decisione..
Ecco alcuni passaggi della lettera delle dimissioni
Sovrano Compassionevole.. l’amore per voi e per il Paese sono finiti nella coscienza
dei terribili eventi di oggi… Signore, ancora una volta troviamo il coraggio per esprime-
re a voi che questa decisione minaccia la Russia e la vostra dinastia…Questa situazione
è inaccettabile in qualsiasi momento. Proseguire in tali circostanze, ci porta a perdere
fiducia nella possibilità di servire voi e la patria. A Voi: P. Haritonov, A. Krivošeij, S.
Sazonov, P. Bark, N. Šerbatov, P Ignat’ev, Šahovskoj. 64
Il fatto che lo zar prendesse personalmente le redini della guerra spinse i Russi, nel
marzo del 1916, ovvero durante lo scioglimento delle nevi e quindi in condizioni sfa-
vorevoli ad intraprendere l’offensiva presso Vilna. Sebbene gli assalti impetuosi dei
Tedeschi a Verdun furono sospesi per otto giorni, i Russi perdettero addirittura 100.000
uomini. 65
Nicola II non era padrone della sua volontà. La zarina Aleksandra Fédorovna eser-
citava su di lui una influenza dominante anche in politica, mentre lei stessa si lasciava
dominare da un vizioso ciarlatano di nome Rasputin 66
Le congiunture problematiche legate alle scelte politiche, militari, economiche e so-
ciali fecero scivolare l’impero ad un conflitto sul quale anche il popolo non era prepara-
to. Sicuramente oltre al sistema militare si dovrebbe porre l’accento sulla multietnicità
imperiale. Più del 40 % dei militari che vennero chiamati alle armi erano contadini e
cittadini che non parlavano la stessa lingua, polacchi, lituani, tedeschi, ucraini, armeni,
musulmani insomma non si distinguevano certamente per una grande comunione pa-
triottica . Nel giugno del 1916 Aleksej Alekseevič Brusilov, certamente il più preparato
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tra i generali russi della prima guerra mondiale, lanciò una grande offensiva vicino al
Dniestr. Riuscì a sfondare, e ad impadronirsi della Bukovina, di una parte della Galizia
e di alcuni paesi dei Carpazi. Per arrestarne l’avanzata, Austriaci e Tedeschi dovettero
chiamare numerose divisioni, che provenendo dall’Isonzo e dalla Macedonia, alleggerì
gli Italiani ed i Serbi. Questo risultato rese più facile anche ai Francesi ed agli Inglesi
d’iniziare la loro offensiva sulla Somme, contribuendo essenzialmente ad indurre la
Romania a schierarsi con l’Intesa. Fu l’ultima vittoria dell’impero russo prima della
63 S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap XII. , p 157
64 S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap. XII, p 163
65 S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap. XII, p 168
66 S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap. XIII p. 170
67 Si veda a proposito A. Kappeler, La storia di un impero multietnico, Edizioni lavoro, Roma, 2009, pp. 405-415

