Page 302 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           in merito al programma jugoslavo.
              Gli obiettivi di Trumbic e del Comitato jugoslavo erano differenti. Con il patto di
           Corfù il Comitato jugoslavo vuole sensibilizzare i paesi dell’Intesa sulla questione na-
           zionale jugoslava esistente all’interno dei territori austro-ungarici. Ciò risponde all’esi-
           genza di croati e sloveni di contrastare l’ipotesi che ampie regioni da loro abitate possa-
           no essere concesse all’Italia dopo la guerra. L’obiettivo dei rappresentanti del Comitato
           è dunque duplice, in primo luogo il loro programma era rivolto contro l’impero degli
           Asburgo, ma sullo sfondo si intravedeva chiaramente l’insorgere di un conflitto con l’I-
           talia. La dichiarazione di Corfù risponde a questo duplice obiettivo invocando il princi-
           pio di nazionalità e legando i destini di sloveni e croati a quelli della Serbia. Come paese
           alleato dell’Intesa che aveva sopportato immensi sacrifici, la Serbia si aspettava una
           grande ricompensa in caso di vittoria sugli Imperi centrali. Se, invece, croati e sloveni
           si fossero presentati da soli alle trattative di pace, non solo essi avrebbero avuto meno
           argomenti per difendere i loro interessi, ma nulla escludeva che, come sudditi degli
           Asburgo, essi sarebbero stati trattati da sconfitti, con probabile smembramento dei loro
           territori in favore degli stati confinanti. 4
              Per quanto riguarda le modalità con cui fondare uno stato unitario per le popolazioni
           jugoslave, in linea con il suo pragmatismo, Pasic mirava ad assicurare alla Serbia un
           ruolo egemone nel processo di unificazione jugoslava e, conseguentemente, nella prima
           fase della guerra si era opposto ad un riconoscimento internazionale del Comitato ju-
           goslavo. Da parte loro, Trumbic e compagni non nascondevano le loro simpatie per la
           Serbia ed erano coscienti che, volenti o nolenti, ad essa doveva spettare un ruolo di pri-
           mo piano nella costituzione dello stato jugoslavo. Da tale consapevolezza non derivava
           però un allineamento totale del Comitato jugoslavo alle posizioni di Pasic. Trumbic e gli
           altri esponenti croati e sloveni prospettavano uno stato strutturato in modo da permettere
           ampie autonomie alle varie componenti territoriali e nazionali della futura Jugoslavia.
           La distinta visione di Trumbic non era solo un atto teso a rivendicare l’autonomia del
           Comitato nei confronti della Serbia, essa era anche dovuta alla consapevolezza che gli
           interessi di sloveni e croati non coincidevano interamente con gli interessi serbi. Riaf-
           fermare l’autonomia del Comitato era quindi necessario anche per renderlo popolare tra
           sloveni e croati ed evitare che questi vi vedessero un mero strumento della Serbia.
              La dichiarazione di Corfù è dunque il risultato di un compromesso tra diversi interes-
           si e prospettive e la diplomazia italiana capisce immediatamente quanto ciò costituisca,
           contemporaneamente, il valore e il limite del documento. L’ambasciatore italiano presso
           il governo serbo di Corfù, Carlo Sforza, sottolinea come il documento sia il risultato di
           “un faticoso compromesso di tendenze e affermazioni diversi”.  Similmente il genera-
                                                                   5
           le Prospero Marro, comandante della missione militare italiana a Corfù, ritiene che la
           dichiarazione non rappresenti affatto una novità per i principi ivi affermati, essa non fa


           3    Dusan Batakovic (sous la direction de), Histoire du peuple serbe, pp. 275-6.
           4    Dejan Djokic, Nikola Pašić and Ante Trumbić: the kingdom of Serbs, Croats and Slovenes. London : Haus
              Histories, 2010, p. 52.
           5    Sforza a Sonnino, Corfù 25 luglio 1917; Archivio storico del Ministero degli Affari Esteri (Asmae), Archivio
              politico ordinario e di gabinetto, 1915 – 1918; busta 183, Patto di Corfù.
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