Page 298 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 298

938                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           rivoluzione di febbraio.
              A questo punto del conflitto Sazonov nel giugno del 1916 tentò di presentare come
           ultimo tentativo di preservare l’impero una bozza costituzionale per la Polonia con l’in-
           tento di risvegliare il latente nazionalismo anti-tedesco
              Questo passo avrebbe ripristinato l’ indipendenza perduta della Polonia mentre per la
           Russia si sarebbe liberata una zavorra per l’esito della guerra. 68
              E ancora
              La mattina del 29 giugno sono tornato a Pietrogrado, andai da Sturmer , per conferir-
           gli l’appoggio dell’Imperatore per la revisione della bozza di costituzione. L’espressione
           di Sturmer durante la nostra conversazione, era molto preoccupata. Ero stato assente per
           il riacutizzarsi della mia cattiva salute, risultato della fatica fisica e morale, per qualche
           giorno in Finlandia a raccogliere le forze per il lavoro futuro di Pietrogrado . In mia
           assenza, ci sono stati eventi discutibili. Il Consiglio dei Ministri aveva emesso un parere
           negativo per la discussione della questione polacca nelle circostanze della guerra e quin-
           di non riconosciuto il mio progetto. Esso veniva bollato come  “fuori stagione”. Questa
           parola riecheggia nella storia della Russia e nel suo esito fatale. 69
              Sergej Sazonov venne sollevato dall’incarico il 7 luglio 1916 e bollato dai nuovi
           ministri come esecutore di una politica guerrafondaia e diplomaticamente avventata.
              La classe operaia era in fermento e in malumore. Il 9 (22) gennaio del 1917 a Pietro-
           grado, si ebbe nuovamente l’anniversario della domenica di sangue, con una gigantesca
           dimostrazione diretta contro la guerra. Era già percepibile nell’aria l’odore della rivo-
           luzione.
              Il Governo britannico, a mezzo di lord Milner, fece ancora una volta il tentativo di
           piegar l’animo dello Zar, appellandosi all’interesse che l’Intesa aveva alla buona riuscita
           della guerra comune e mettendo in rilievo la necessità di andare incontro alle richieste
           della società russa, per evitare la rivoluzione e raccogliere concordemente le forze di
           tutte le classi per l’elevamento del potenziale bellico. Nicola II ed Aleksandra rimasero
           sordi ad ogni ammonizione. Fu prolungato l’aggiornamento della Duma. Allorché il 14
           (27) febbraio del 1917 la Duma venne riaperta, rinnovò i suoi attacchi contro il Governo
           con asprezza inaudita. Nicola II il 15 marzo dovette abdicare in favore di Michele II che
           non accettò. Venne creato un governo provvisorio che aveva il compito di governare
           fino alle elezioni della costituente ma il suo potere venne di fatto limitato da quello del
           Soviet di Pietrogrado. A capo del Governo Provvisorio fu eletto il principe Georgij Lvov
           che venne poi sostituito da Aleksandr Kerenskij. Esso riuscì ad organizzare le elezioni,
           ma il suo ruolo fu del tutto fallimentare nel porre fine al coinvolgimento della Russia nel
           primo conflitto mondiale, aggravando ulteriormente la propria posizione nei confronti
           della popolazione russa ormai indebolita dalla guerra.  Sostituito da Boris Stúrmer, che
                                                          70
           si segnalava per un’ignoranza scandalosa e preoccupante,  l’ormai ex ministro Sazo-
                                                               71
           nov nel gennaio del 1917 venne nominato ambasciatore a Londra, ma la rivoluzione di
           68  S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap. XIV, p. 176
           69  S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia],Cap. IX, pag 134
           70  Rex A. Wade, The Russian Revolution,1917, Cambridge University Press, 2005.
           71  come ricorda Valentin Gitermann, Vol II p. 560
   293   294   295   296   297   298   299   300   301   302   303