Page 296 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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936                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

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           Caucaso.  Sul piano diplomatico, Sazonov ad inizio agosto del 1914, aveva chiesto
           l’intervento militare italiano in appoggio all’intesa. L’Italia infatti allo scoppio della
           guerra si era dichiarata neutrale. Il ministro San Giuliano, aveva dichiarato la neutralità
           il 3 agosto del 1914 per alcune motivazioni. Principalmente il paese non era in grado
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           di combattere alla pari con le altre potenze europee  e questo aveva frenato i ministri
           ad appoggiare Germania ed Austria-Ungheria, poi, sebbene vincolate dal trattato della
           Triplice Alleanza, Vienna aveva agito senza consultare e nemmeno informare il governo
           italiano e, con ciò stesso, aveva violato lo spirito e la lettera del patto. Oltre alle motiva-
           zioni suddette vi erano stati numerosi contatti tra le potenze della triplice intesa e l’Italia.
           Il ministro russo infatti, in virtù dell’ottimo rapporto con l’ambasciatore Carlotti aveva
           avanzato offerte al Regno d’Italia qualora fosse entrato nel conflitto al fianco dell’im-
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           pero russo. Sazonov era disposto all’inizio di Agosto a dare oltre a Trieste, Trento e
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           Valona anche alcuni vantaggi sulla Dalmazia.  San Giuliano allettato da queste offerte
           all’alba del 11 agosto 1914 decise di comporre il telegramma di istruzioni per gli accor-
           di. In pratica quelli che furono alla base del patto di Londra.
              Già alla fine d’agosto del 1914 però, appena quattro settimane dopo l’inizio della
           guerra, il capo dello Stato maggiore russo Nikolaj Nikolaevič Januškevič avvertiva il
           ministro della guerra Suchomlinov che a causa della deficienza di munizioni, l’artiglie-
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           ria imperiale era costretta a risparmiare i tiri . Nei mesi seguenti divennero sempre più
           frequenti le polemiche sulla mancanza di materiale bellico, o sul suo troppo lento invio
           al fronte. Avveniva anche spesso che dei soldati giungessero al fronte senza nemmeno le
           armi. I centri di smistamento vedevano la presenza di agenti dello spionaggio nemico, il
           cui lavoro era agevolato dalla trascuratezza dei comandi.
              Lo stesso Sazonov era assai dubitoso del sistema militare tanto che
              “Nei primi mesi del 1915 sono stato in dettaglio l’imperatore è il mio parere su
           dannosa inattività generale Suhomlinova . Speravo che era una parola persona parlata
           Stare in disparte dal Ministero della Guerra , e che non ha avuto un Suchomlinov nes-
           sun account personali , indurre Sua Maestà per trattare meno fiducioso ottimismo senza
           scrupoli , che sono state impregnate carte ministro, spesso basate su dati falsi.” 61
              E ancora:
              “il signor Paleologue mi ha detto che, su richiesta del ministero della guerra france-
           se, scrisse al generale Suchomlinov, avvisandolo del desiderio dei francesi di venire in
           nostro aiuto per l’invio di materiale militare. In merito a questa proposta Suchomlinov,
           invierà all’ambasciatore una lettera in cui dichiarerà che la Russia non necessita mate-
           riale militare visto che si è forniti in abbondanza per un lungo periodo”. 62
              Questa serie di continui errori e di sconfitte al fronte, portò ad una implosione inter-

           56  V. Giterman, Vol II p 591
           57  G.Ferraioli, pp 859-860
           58  G. Ferraioli. pp 904-906
           59  Sulle offerte e contatti franco-russi si veda: G. Ferraioli nota 158 p. 905
           60  V. Giterman, Vol II p 595
           61  S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia], Cap. VIII, pag 125
           62  S.D. Sazonov, Vospominanjia, [Biografia], Cap. IIX, p 139
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