Page 295 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          da trasporto di dimensioni enormi per il tempo e dotato di vari comfort e che fornisse
          garanzie militari. Nel gennaio del 1914 il primo Ilya Muromets, in memoria del celebre
          eroe della mitologia russa, intraprese con pieno successo una serie di voli di prova. Già
          a partire dal giugno del 1914, l’Ilya Muromets venne sottoposto ad una serie di test da
          parte dell’Imperatorskij voenno-vozdušnyj flot, la componente aerea dell’Esercito im-
          periale russo. Soddisfatto da diverse sperimentazioni l’alto comando russo ordinò, il 26
          agosto 1914, l’uso dei primi aerei al fronte.  53
             Fatto è che Suchomlinov era convinto di avere sufficientemente provveduto ai biso-
          gni dell’esercito russo con una riserva di munizioni tripla di quella adoperata nel 1904-5
          nella guerra contro il Giappone.
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             Le prime operazioni militari ebbero buoni successi, date le condizioni della Russia.
          La borghesia liberale nutriva la speranza che combattere a fianco delle democrazie oc-
          cidentali, contro la Germania guglielmina, avrebbe contribuito a rendere la Russia uno
          Stato costituzionale e liberale. Si faceva la guerra non soltanto contro la Germania, ma,
          indirettamente, anche contro l’autocrazia zarista. Nei circoli del grande capitale indu-
          striale l’entusiasmo patriottico era stimolato dalla prospettiva dei guadagni giganteschi
          che si potevano trarre dalle forniture all’esercito di cannoni, di munizioni, di cavi, di
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          uniformi.
             Intanto la guerra procedeva, le operazioni militari tedesche seguivano le direttive del
          piano Schlieffen. Il Belgio che, confidando nella garanzia internazionale per la sua neu-
          tralità, da decenni aveva trascurato la sua difesa territoriale venne sopraffatto. I Francesi,
          che avevano collocato alcune forze soltanto sul tratto meridionale del loro confine belga,
          corsero pericolo di essere aggirati sul fianco sinistro, e cedendo all’assalto tedesco, a
          settembre si ritirarono sulla linea della Marna. A circa 50 chilometri da Parigi, l’esercito
          tedesco decise di battere in ritirata. Per rispondere al desiderio dei Francesi, il granduca
          Nikolaj Nikolaevič, zio dello Zar, aveva fatto assalire la Prussia orientale. Il generale
          russo Rennenkampf riportò a Gumbinnen un notevole successo e la Prussia orienta-
          le invasa dai Russi, vedeva minacciate Kónigsberg e perfino la Prussia occidentale. Il
          Comando supremo tedesco si vide costretto a spostare verso Oriente forti contingenti
          di truppe per contrastare l’Impero zarista che si mosse in anticipo rispetto alle attese
          tedesche. Il 22 agosto i Russi subirono una grave sconfitta presso Tannenberg da parte
          del generale A. V. Samsonov, il quale vedendo 95.000 russi catturati e altri 30.000 circa
          uccisi, decise di suicidarsi. Il duo tedesco Hindenburg e  Ludendorff, con la 2° armata
          fuori gioco spostarono tutto il peso offensivo verso la battaglia dei Laghi Masuri contro
          la 1° armata di P. Von Rennenkampf. Nell’autunno del 1914 entrò in guerra la Turchia,
          come alleata della Germania. Due navi da guerra tedesche passarono gli Stretti e bom-
          bardarono Feodosija e Odessa. Per la Russia si formò così un nuovo fronte, quello del


          53  Per approfondire il tema si vedano: Katyšev G.I.,  Miheev  V.R.Aviakonstruktor  Igor  Ivanovič  Sikorskij.
             1889—1972. — Mosca: Наука, 1989., Murphy, Justin D. Military Aircraft, Origins to 1918: An Illustrated
             History of Their Impact, Weapons and warfare series, . Santa Barbara, California, USA, 2005; Delear, Frank
             J. Igor Sikorsky: His Three Careers in Aviation. New York: Dodd Mead, 1969, Revised edition, 1976
          54  V. Gitermann, Vol II pp 590-592
          55  V. Gitermann, Vol II pp. 594-597
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