Page 289 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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e lo stesso Izvol’skij ad una imminente guerra. Stretto nella morsa, il Ministro degli
Esteri non spalleggiò più la Serbia che capitolò il 27 marzo 1909. Questo evento segnò
la morte politica di Izvol’skij, che veniva tacciato dalla stampa nazionale come unico
colpevole dell’annessione bosniaca all’Austria-Ungheria.
1.3 In carica come Ministro degli Esteri e la Grande Guerra
Nel maggio del 1909 Sazonov ricevette un telegramma dal Ministro degli Esteri
Izvol’skij, esortandolo a rientrare a Pietroburgo il prima possibile e ad accettare il ruolo
di vice-ministro, in un momento di forte tensione successiva alla crisi bosniaca. Sazonov
ricordando quei momenti scrive:
“Arrivando a Pietrogrado ai primi di giugno, ho trovato Iswolsky in uno stato d’ani-
mo molto depresso. Come una persona nervosa e orgogliosa, era ancora dispiaciuto sotto
i fallimenti dei suoi colloqui con il governo austro-ungarico riguardo l’adesione della
Bosnia-Erzegovina. I negoziati successivi tra le potenze erano sfavorevoli agli interessi
del popolo slavo e quasi avevano portato alla guerra europea” .
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Le pressioni dell’opinione pubblica russa e di quella internazionale frantumarono la
carriera di Izvol’skij e concessero a Sergej Dmitrevič Sazonov la possibilità di ribaltare
le sorti dell’impero.
“Al mio primo incontro con Izvolskii arrivati a San Pietroburgo, egli mi disse che il
suo lavoro era fondamentalmente risolto, e che la chiamata è stato progettata per suc-
cedergli. Tuttavia, mi ha chiesto di guardare per tutto il tempo che passo nel ministero
come assistente d’ ufficio, come ad una fase preparatoria per la posizione di ministro” .
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Izvol’ski con l’aiuto di Sergej Sazonov e appoggiato da Nicola II, in virtù degli ottimi
rapporti con l’ambasciatore Melegari, intravide negli accordi con l’Italia un ottimo pre-
testo per frenare le mire dell’Austria-Ungheria dopo l’umiliante evento dell’annessione
bosniaca. I rapporti tra i due paesi si rafforzarono dopo i fondamentali soccorsi portati
dalle navi russe, alle popolazioni vittime del terremoto di Messina e Reggio Calabria del
28 dicembre 1908 .
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Il Ministro degli Esteri Tittoni era caduto in un tranello simile al collega russo
Izvol’skij. Aveva interpretato l’articolo 7 del trattato della Triplice alleanza, come un
patto che stabiliva fra Austria e Italia, che in caso di “occupazione temporanea o per-
manente” di territori nei Balcani, la potenza occupante avrebbe riconosciuto compensi
all’altra. L’interpretazione di Aehrenthal escludeva che l’annessione della Bosnia-Er-
zegovina fosse stata una “occupazione”, dato che la provincia era già occupata, per cui
l’Italia non aveva diritto ad alcun compenso in caso di annessione. Dal 23 al 25 ottobre
1909 Nicola II Romanov, venne in Italia a Racconigi apparentemente per una visita di
Stato, rivelatesi poi successivamente, come incontro per ila stipula di un trattato segreto
di reciproca intesa tra Russia ed Italia sui Balcani, con l’obiettivo prinipale quello di
32 S. D. Sazonov, Vospominanjia, Harvest House Publishers, 2002, Sazonov S. D. Biografia , Harvest House
Publishers, ristampato 2002, Cap. 1, pag 14
33 S. D. Sazonov, Cap. 1, pag 16
34 G. Motta, La città ferita, Il terremoto dello Stretto e la comunità internazionale, Franco Angeli, Milano, 2008

