Page 286 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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           essa era formalmente naufragata sulla crisi balcanica. Quando in Bulgaria venne elevato
           al trono dall’assemblea il filoaustriaco Ferdinando di Sassonia-Coburgo nel 1885, il
           principato uscì dalla sfera d’influenza russa per passare sotto quella austriaca. Quando
           la Serbia nel 1885 dichiarò guerra alla Bulgaria per l’unificazione di questa alla Rumelia
           orientale, i rapporti fra Russia e Austria peggiorarono ulteriormente e Vienna, senza
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           contattare San Pietroburgo come da accordi, mediò fra i due stati in lotta.  Lo smacco
           portò l’impero russo a temere una vera e propria uscita dall’area balcanica come ricorda
           il marchese Alessandro Guasco di Bisio presente in Russia durante questa interessante
           fase diplomatica:
              Ogni passo della Russia è un pericolo per tutto l’Europa e la Russia come stato Co-
           lossale che tenta di ingrandirsi e schiaccia in seguito quelli più piccoli. 22
              Nel 1887, la stipula del trattato di contro-assicurazione con la Germania rappresen-
           tava un tentativo di procrastinare l’influenza nei Balcani e legittimare il dominio sullo
           stretto dei Dardanelli. L’uscita di Bismarck dalla scena politica internazionale mutava
           nuovamente le relazioni diplomatiche russo-prussiane, tanto che lo zar Alessandro III
           sentendosi isolato per il nuovo atteggiamento dei paesi della triplice e per le tensioni
           con l’Inghilterra nelle aree asiatiche, pensò bene di intavolare accordi con la Francia,
           anch’essa in difficoltà nello scacchiere internazionale, firmando la duplice intesa tra il
           1891 e il 1894 che avrebbe anche incentivato capitali francesi nell’Impero. Alla morte
           del padre nel 1894, Nicola II continuava la politica estera di Alessandro III seppur con
           risultati negativi e incerti. Al contrario del padre che si era affidato alla sapiente diplo-
           mazia di Giers, Nicola II cambiò troppo spesso i ministri degli esteri le cui diversità e
           preferenze personali incisero sulla diplomazia imperiale. Le ansie e i turbamenti prove-
           nienti dagli intrighi di corte esercitarono spesso influenze forti sullo zar che lo spinsero
           ad attuare politiche discutibili sia sul piano interno che su quello internazionale.  Lo zar,
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           prestava ascolto alla propaganda giornalistica dell’epoca e si impose quale protagonista
           della lotta contro la neo-colonizzazione, che riteneva inappropriata da parte di quei regni
           che invadevano le regioni africane. Uno di questi libelli dal titolo “Abessincy, v’’ bor’bje
           za svobodu” [Abissini, in guerra per la libertà] condannava fermamente l’avventura ita-
           liana in Abissinia riportando il motto latino concordia parvae res crescunt, discordia
           maxumae dilabuntur . Si fece promotore anche della convocazione nel 1899 della con-
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           21  K. Regenspursky, The Serbia-Bulgarian war of 1885: Combat At Slivnitsa, Nafziger Collection West Chester,
              OH, Usa, 2007.
           22  DDI, s. II, 1870-1896, Vol XXI 31 luglio 1887-31 marzo 1888, n.433, 18 dicembre 1887, p. 364
           23  N. V. Riasanovsky, Storia della Russia, dalle origini ai giorni nostri, Tascabili Bompiani, Milano, 2010, p. 402
           24  Ovvero: nell’armonia anche le piccole cose crescono, nel contrasto anche le più grandi svaniscono) deriva
              dal Bellum Iugurthinum (10, 6) di Sallustio.  Gli autori del libello sono anonimi e si firmano con A. T. e V.
              L. Abessincy, v’ bor’bje za svobodu”, S.-Peterburg’, Ekonomič. Tipo-Litografija, 1896, pp. 1-43. In MAE,
              Serie Politica “P”, Russia 1896-1898, Busta 342, f. 66
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