Page 287 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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ferenza dell’Aia, alla quale aderirono circa ventisei stati, per il disarmo a garanzia della
pace e alla creazione di un arbitrato in caso di dispute internazionali. Sebbene promossa
dalle difficoltà finanziarie russe e nell’impossibilità di tenere il passo della produzione
bellica dell’Austria-Ungheria, Nicola II predicava bene in Europa ma razzolava male in
Asia dove il suo atteggiamento aggressivo e avventuristico culminò con la guerra russo-
giapponese del 1904-05. La costruzione della transiberiana, perfettamente giustificabile
per i bisogni dell’area siberiana, collegava la Manciuria, la Corea e indirettamente il
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Giappone che aveva da poco concluso una fase di alacre modernizzazione. Negli anni
successivi alla disfatta russo-giapponese si poté assistere, sul piano degli equilibri diplo-
matici, ad una definitiva rottura dei rapporti internazionali della Russia con la Germania
e l’Austria-Ungheria, mentre si avanzavano ulteriori avvicinamenti tra Russia e Francia.
La domenica di sangue del 22 gennaio 1905 intanto spingeva per la prima volta la
dinastia dei Romanov verso una monarchia costituzionale. Contestualmente venivano
riallacciati i rapporti diplomatici con il Regno d’Italia che mai come in passato seppe
collaborare attivamente con l’Impero russo. Questo scrupoloso lavoro venne portato
avanti dall’azione diplomatica di Giulio Melegari, che in sostituzione del conte Roberto
Morra di Lavriano, seppe con profondo acume fornire precise informazioni in merito i
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rapporti tra il regno d’Italia e l’impero russo . Figlio del primo Ministro degli Esteri
della sinistra storica Luigi Melegari, Giulio era mal visto dal Ministro di San Giuliano,
per la sua tendenza marcatamente russofila. Il suo curriculum diplomatico però era di
notevole rispetto, si mise in luce sia come consigliere di legazione tra il 1896-1898
a San Pietroburgo che come Ambasciatore a Tokyo, dove previde le prime avvisaglie
della guerra russo-nipponica. Giunse come Ambasciatore a San Pietroburgo nel gennaio
1905, proprio durante le giornate rivoluzionarie. Lo sciopero dell’autunno 1905 con
conseguente nascita del primo Soviet, portò alla firma dello zar lo storico Manifesto
d’Ottobre, che per Melegari rappresentava il punto di arrivo del processo rivoluzionario,
lo sbocco istituzionale che avrebbe portato la Duma ad essere una vera e propria as-
semblea nazionale. Quando nel luglio 1906, venne nominato P. A. Stolypin sostituto di
Ivan Logginovič Goremykin, lo zar decise di sciogliere la Duma e per Melegari questo
25 La Convenzione consisteva in quattro sezioni principali e tre dichiarazioni addizionali Dichiarazione. La
seconda dichiarazione addizionale risulterà interessante poiché era diretta al divieto di Lancio di Proiettili ed
Esplosivi da Palloni Areostatici, regola che durante la guerra dei Balcani venne ignorata anche dagli stessi
russi. Per un approfondimento si veda: Bettez, David J. Unfulfilled Initiative: Disarmament Negotiations and
the Hague Peace Conferences of 1899 and 1907. RUSI Journal: Royal United Services Institute for Defence
Studies, June 1988, Vol. 133 Issue 3, pp 57–62 e Barcroft, Stephen. The Hague Peace Conference of 1899.
Irish Studies in International Affairs 1989, Vol. 3 Issue 1, pp 55–68.
26 Per un approfondimento del tema si rimanda a: D. Keene, Emperor of Japan: Meiji and His World, 1852–
1912. New York, Columbia University Press 2002 e Jansen, Marius B, The Making of Modern Japan. Cam-
bridge, Mass, Harvard University Press 2002.
27 Per un approfondimento si veda F. Randazzo, Dio Salvi lo Zar, Pëtr Arkad’evič Stolypin, un riformatore
nella Russia zarista, Loffredo ed., Napoli, 2012 e dello stesso autore An Italian diplomat between East and
West: Giulio Melegari and his work as ambassador between Tokyo and St. Petersburg (1896-1912), atti del
convegno Empire and Nations, Roma, 2013

