Page 361 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          spalla dai fedeli, non è una figura silente, sembra annunciare la guerra che verrà; il mare
          è calmo, si tratta di un esilio non di una diaspora perché i parganiotti torneranno nelle
          proprie terre, ed infine le guardie britanniche che dal margine estremo del porto sovrain-
          tendono alle operazioni di deportazione.
             Il mondo dell’arte si era indignato per la vendita dei parganiotti ai turchi ma non è il
          solo spazio di comunicazione che ne venne coinvolto.
             La poesia italiana ne venne travolta, sono innumerevoli sugli scritti a memoria degli
          esuli di Parga, Cesare Arici scrive un carme epico-lirico ispirato al quadro di Hayez inti-
          tolato “I parganiotti” , Cesare Malpica, da Capua, scrive “L’orfana di Parga” .
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             Due illustri poeti italiani dedicano loro dei versi imperituri: il Berchet ed il Foscolo.
             Giovanni Berchet condizionò tanto profondamente Hayez da ispirargli la composi-
          zione della sua tela, che porta appunto lo stesso nome del poema, “I profughi di Parga”.
             Si ritiene che il poeta ne avesse cominciato la composizione già nel 1821, prima


          18  Cesare Arici, Poesie e prose inedite, Brescia, 1838: “Di Parga i destini ha l’Anglia segnato […] Sventura,
             sventura! Del perfido patto non parli l’istoria, non dica il misfatto. Si pianga piuttosto, si noti l’addio, l’esilio
             dei profughi dal suolo natìo”.
          19  Guido Muoni, La letteratura filoellenica nel Romanticismo italiano, Milano, 1907, Società Editrice Libraria,
             ora in Università di Torino, Biblioteca di Filosofia e Lettere, lascito di Arturo Graf, p. 19: “Gemebonda
             abbandonata sta di Parga una donzella su la riva desolata che il Britannico profanò: Son tre dì che la bella
             l’eco il pianto replicò. Son tre dì, ne vien per l’onda nave alcuna salvatrice, che conduca in altra sponda
             l’orfanella in sicurità”.
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