Page 100 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 100
nella vita domestica grazie a
tutto ciò che fu diffuso anche
in formati piccoli o piccolissi-
mi. 6
Ai grandi e a volte smisu-
rati manifesti illustrati fanno
da contraltare, nella produzio-
ne effimera e di più largo con-
sumo, i calendari, i giornali, gli
opuscoli, i volantini, le carto-
line, i biglietti, le fotografie, i
chiudilettera, le carte da gioco,
gli spartiti musicali, le pubbli-
cazioni per bambini, i franco-
bolli e persino i calendarietti
profumati donati dai barbieri.
Gli slogan, i motti, molto
spesso identici per i paesi in
guerra pur nella diversità delle
lingue, erano ripetuti ossessi-
vamente in caratteri cubitali
nei grandi formati , o con ri-
7
FIG.1 levanza grafica e un nuovo uti-
lizzo “futurista” della parola
su supporti e generi editoriali diversi. 8
Non fu solo la ripetitività ossessiva con cui lo stesso manifesto illustrato, ripetuto
in un’incalzante processione visiva, tappezzò in lungo e largo i muri della città a crea-
6 Era una vera invasione di piccoli cartelli illustrati «ammiccanti da ogni vetrina di negozio appesi
ovunque – nei treni, nei trams nei caffè negli studi». Cfr. Guido Rubetti, op.cit., p. 99.
7 Spesso i cartelli erano costituiti da scritte in caratteri cubitali con sullo sfondo i colori della ban-
diera nazionale. Un’immagine di tal genere è riportata da “La Tribuna Illustrata” del 25 febbraio-4
marzo 1917.
8 Nel 1915 una cartolina futurista di propaganda interventista dal titolo «La bandiera futurista» raffi-
gurava il tricolore dando maggior spazio al rosso su cui campeggiava il motto «Marciare non mar-
cire». Cfr. Gentile E., «“La nostra sfida alle stelle”: Futuristi in politica», Roma-Bari, Laterza, 2009,
fig. 8.
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