Page 96 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 96
di patriottismo, che spinge i soldati a superare le difficoltà del ricorso alla scrittura.
Più della corrispondenza con i famigliari, quella con la “madrina” ha la funzione di
un “farmaco” che lenisce le ferite della guerra. Non a caso, alcune riviste femminili
definiscono le “madrine” come “infermiere dell’anima” .
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La “madrina” occupa uno spazio privilegiato nell’universo mentale dei soldati. Sono
pochi quelli che osano manifestare sentimenti amorosi. Come fa’ un soldato che scrive:
“Cara De Bernarda, io non dormo no notte no giorno e sto sempre a pensare a lei” .
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La maggior parte, si accontenta di sapere qualcosa di più della sconosciuta “signo-
ra”: “Scusa signorina io avrei piacere di sapere chi è la sua gentile persona perché io
non so come la immaginare” . Alcuni, seppure con discrezione, tentano di capire se
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la “madrina” è nubile o coniugata: “Mi scuserà se questo gli dico io non sapendo che
è gli chiedo per favore mi face sapere sue informazioni giusti e pure desidero fare la
conoscenza di lei e suo abbo oppure suo marito” . C’è anche chi, più di altri, sente il
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bisogno di dare un “volto” alla “madrina” e chiede di avere una sua fotografia. In ge-
nere, la richiesta non viene accolta e la “madrina” interrompe il contatto epistolare. I
soldati, però, non si scoraggiano. Un soldato che da tempo non riceve risposta alle sue
lettere, scrive alla “madrina” perché teme di averla offesa con la richiesta dell’invio di
una fotografia: “Perchè lei non mi risponde. Forse sie presa collera che io ci ho chiesto
la fotografia ma non fa niente che lei non melamandi e basta che lei mi risponda adio e
pronta riposta arivederci” .
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La corrispondenza della “madrina” può assumere tale importanza per i soldati da
essere considerata un prezioso talismano: “Cara De Bernarda tego la tua cartolina vicina
a cuore. Mi protege dalli spari” .
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Da una “signora” i soldati si aspettano una capacità di comprensione maggiore di
quella che possono trovare nel loro ambiente sociale. Alla “madrina” si può confidare
la paura e l’angoscia che si prova in combattimento: “Gli dico che a mé mi anno ucciso
anche il Tenente Genovese, Ricci, e Lavagnino è Prigioniero e Traverso e tre ufficiali” .
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91 La madrina del soldato, in “La donna. Rivista quindicinale illustrata”, 1916, n. 6.
92 Cartolina di Giacomo Fabbri a Elvira De Bernardi, Zona di guerra, 25/9/1916.
93 Cartolina postale di Giuseppe Oliva a Elvira De Bernardi, zona di guerra, 14/7/ 1916.
94 Lettera di Vincenzo Albasini a Bianca Giglio, s.l., 12/4/ 1917.
95 Cartolina di Antonio Grasso a Bianca Giglio, Casal Maggiore, 26/3/ 1917.
96 Cartolina di Fulvio Bignami a Elvira De Bernardi, zona di guerra, 20/10/ 1918.
97 Lettera di Pietro Albasini a Bianca Giglio, zona di guerra, 23/1/ 1917.
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