Page 101 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          re uno sconvolgimento della realtà visiva quotidiana e tradizionale.  Non era solo una
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          questione di numeri. I manifesti erano colorati, anzi coloratissimi. Spesso con l’utilizzo,
          variamente declinato del bianco rosso e verde, ritmavano un continuo richiamo alla
          bandiera nazionale. (fig. 1)
             In un conflitto che si svolgeva ai confini d’Italia ma i cui connotati simbolici erano
          quelli di una guerra che investe e coinvolge tutti, le immagini riuscivano a comunicare
          servendosi di un proprio linguaggio che mirava a mobilitare con più immediatezza
          della parola scritta.
             Di fronte all’urgenza di un nuovo modo di essere donne e cittadine anche il lin-
          guaggio iconico con le sue caratteristiche specifiche dà una grande visibilità e rico-
          noscibilità ai loro ruoli, a volte completamente nuovi rispetto al passato, usando un
          registro giocato sul nuovo compito affidato loro.
             Una delle prime raffigurazioni degli eventi legati alla guerra è quella disegnata per
          la «Domenica del Corriere» del 5-12 luglio 1914 da Achille Beltrame. Fissa l’attimo
          in cui, il 28 giugno, Gavrilo Princip spara all’arciduca Ferdinando e a sua moglie So-
                                                                                     10
          fia che è raffigurata mentre si alza in piedi quasi a parare i colpi diretti al marito.  È
          un’immagine, la prima di una lunga serie, che accompagnerà il racconto visivo della
          guerra sulle copertine del giornale della borghesia italiana.
             Un racconto, il suo, che doveva attrarre, sorprendere, incuriosire più che informa-
          re, in cui la morte, quando la guerra non sarà più la guerra breve che tutti si aspetta-
          vano, è il sacrificio dell’eroe. «Gli orrori della guerra erano limitati ad illustrazioni che
          solleticavano il fascino dell’osceno senza troppo indugiarvi [...]: la biblia pauperum
          della guerra europea parlava di un conflitto epico e totalmente anacronistico ma pochi
          lo rilevarono». 11


          9   Quattro grandi pannelli decorativi, commissionati dal Credito Italiano ad Amos Nattini ed Enzo
             Bifoli, furono applicati al ponte monumentale di via Venti Settembre a Genova. Vedi Guido Rubet-
             ti, op.cit., p. 102.
          10   La drammaticità della sequenza è riproposta in forma analoga anche nella controcopertina del «Pe-
             tit Journal» del 12 luglio. Le due immagini ricordano i fotogrammi del filmato che fissa Jacqueline
             Kennedy che sorregge il marito al momento dell’attentato a Dallas. È interessante notare che sul
             giornale francese l’attentato non è visto come il prodromo del terribile conflitto che di lì a poco
             incendierà l’Europa. La copertina della pubblicazione parigina infatti presenta un umanissimo di
             Francesco Giuseppe, abbattuto dal dolore mentre lo attorniano i fantasmi dei parenti morti tragica-
             mente. E la didascalia commenta: «La tristesse du vieil empereur. “Rien ne m’aura été épargné sur
             cette terre”»!
          11   Cfr. Mondini M., «La guerra prima della guerra: l’anno della neutralità in Italia tra mobilitazione culturale e
             attesa della grande prova», in «La Grande guerra: società, propaganda, consenso», a cura di Dario Cimorelli e







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