Page 104 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
P. 104

LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      104


                                                        non ritorna più».  Il 22  dicembre,
                                                        alla guerra-bestia che spalanca pre-
                                                        potente la porta, la madre, questa
                                                        volta raffigurata con la bocca spa-
                                                        lancata nel suo grido di opposizio-
                                                        ne, frapponendosi al bimbo in cul-
                                                        la, esclama: «Mio figlio? No mai».
                                                            Aveva preso ormai avvio la sua
                                                        attività di caricaturista che critica il
                                                        nazionalismo, la politica del gover-
                                                        no, chi fa affari grazie alla guerra,
                                                        i partiti  che l’appoggiano, il clero
                                                        che benedice le armi. 16
                                                            Sempre del 1914,  quando  an-
                                                        cora l’Italia non è in guerra ma si
                                                        percepisce che l’orrore  e la  cata-
                                                        strofe non riguardano solo il Bel-
                                                        gio, spiccano colla  loro  assoluta
                                                        originalità e la «loro macabra fan-
                                                        tasia» le cartoline di Alberto Mar-
                                                        tini. Pubblicate dall’ottobre del ’14
          FIG. 3                                        fino al 1916, le cinque serie de «La
                                                        danza macabra europea» vengono
          pubblicate a Treviso dall’editore Longo. Al di là della propaganda anti-austriaca e
          anti-tedesca il suo estro, il suo fosco simbolismo, l’osservazione allucinata e pessi-
          mista che si era già espressa sulle tavole della «Domenica del Corriere» durante la
          guerra russo-giapponese, danno corpo a un mondo sconvolto e in preda al trionfo
          della morte. La morte stessa s’identifica con la guerra in una sensazione di totale e
          generale sconfitta. La tragedia contemporanea diventa tragedia umana senza epoca e
          senza possibilità di mutamento. In un incubo senza risveglio Martini disegna carnefici
          e vittime. Spesso le donne compaiono impiccate, legate ad alberi, col ventre squarcia-
                                                                                17
          to, uccise dalla stessa violenza che accomuna i bambini belgi a miss Cavell.  A volte

          16   Cfr. Ibidem.
          17   La vicenda di Edith Cavell, l’infermiera inglese che era rimasta in Belgio per curare i feriti di ogni
             esercito e che era stata fucilata per aver favorito la fuga di prigionieri britannici e coscritti belgi, ebbe







   I-sessione.indd   104                                                                05/05/16   14:24
   99   100   101   102   103   104   105   106   107   108   109