Page 108 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 108
FIG. 6
di luce che squarciano il buio: la didascalia recita «Les Zeppelins passent: Paris a le
sourire». 22
A un grande nome della grafica, Aroldo Bonzagni, sono legate le copertine a
colori vivacissimi di «Gli Unni ... e gli altri!» di Giannino Antona Traversi pubblicato
nel 1915. Nella prima cartella una donna, ormai esangue, è ai piedi del barbaro che,
nell’abituale posa del vincitore, le poggia il piede-zampa sul corpo. Nella seconda se-
rie, invece, il primitivo messaggio veicolato, donna-vittima e barbaro- vincitore, viene
capovolto e i ruoli s’invertono: lei, novella Giuditta, alza trionfante la testa tagliata del
barbaro e pone il suo piede sul cadavere decapitato del barbaro mentre con la sinistra
si poggia sulla spada ancora arrossata dal sangue del nuovo Oloferne. (fig. 5a-b)
Ancora una volta tradizionali modelli storici artistici e religiosi vengono utilizzati
per i loro stratificati uso e simbologia che ne aumentano anche la loro immediata rico-
noscibilità e lettura.
22 La volontà di non drammatizzare il bombardamento eseguito dagli Zeppelin tedeschi su Parigi
nella notte tra il 20 e il 21 marzo 1915 appare evidente anche nel cartamodello «Les Zeppelins sur
ie
Paris» realizzato dalla ditta Pellerin & C di Epinal. Nessuna distruzione appare sullo sfondo in cui
risaltano i fasci di luce che dalla città inquadrano i velivoli nemici mentre l’atteggiamento dei perso-
naggi che completano il diorama è di pura curiosità se non d’ilarità come nel caso del personaggio
che seduto su un tetto suona allegramente la chitarra o di scherno. Con questo diorama la Pellerin
inaugura una nuova serie di cartamodelli denominata “Série de Guerre” costituita da tavole raffigu-
ranti, tra l’altro, soldati, trincee, bunker, ambulanze della Croce Rossa.
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