Page 105 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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sono la rappresentazione allegorica di città sotto il gioco nemico: Trieste è una donna
impiccata, Zara è una giovane il cui candore della pelle contrasta con lo scuro dello
scoglio e con il livido colore dell’imperatore bestia. È incatenata allo scoglio come
Andromeda e aspetta il suo salvatore. (fig. 3)
A metà febbraio del ’15, dopo la morte in Francia dei fratelli Bruno e Costante
Garibaldi, l’artista raffigura nella cartolina «I primi eroi italiani», una donna, una delle
poche non stravolte dalla morte e dai suoi miasmi e putrefazione, che si erge sul tu-
mulo dei «volontari delle Argonne». Unica donna che rappresenta «la giovinezza im-
mortale con le bandiere italiana e francese» a sembrare viva se non fosse per il sangue
che sgorga copioso dal suo petto.
La mostruosità della guerra rivela tutto il suo orrore anche nella raffigurazione
delle donne stuprate nella cartolina «Les semeurs maudits». La morte ha assorbito la
vita delle donne con le loro pance gonfie, più che di vita, di miasmi. Alcune sono in
terra e hanno ancora sembianze umane accasciate dal dolore ma sono ormai perse alla
condizione del vivere. Una è nel pugno di una bestia bicefala e viene sfiorata da una
lunga e animalesca lingua a suggerire il sesso bestiale e violento subito dalle donne.
Disegnata nel ’15 e pubblicata nel ’16 reca sul verso, in cartiglio, un laconico «A Sua
Santità Benedetto XV». 18
19
Come osservato da Enrico Sturani la più potente campagna propagandistica
lanciata contro i tedeschi si basò su una serie di cento cartoline eseguite dall’olandese
Louis Raemaekers che conobbero durante il conflitto una diffusione enorme grazie
anche alle diverse edizioni, ai supporti diversi con cui vennero diffuse, alle conferenze
un enorme risonanza mondiale scatenando l’indignazione non solo nei paesi alleati ma anche negli
Stati Uniti. Anche la ditta Pellerin & C di Epinal contribuì alla diffusione della storia con un foglio
ie
volante intitolato «Un crime abominable. L’assassinat de Miss Cavell». In questa sorta di “santino
laico” disegnato da Morinet, il ritratto della Cavell appare in alto a sinistra in un tondo sormontato
da una rossa e ornato dalla red ensign britannica, mentre il resto del foglio è dominato da scene che
ritraggono l’opera benefica, la cattura e il “martirio” della protagonista. Il foglio volante fa parte
della serie «La guerre 1914-1916 en images» ed è indentificato dal n. 120bis.
18 Un’intensa testimonianza del dramma subito dalle donne rimaste incinte a seguito degli stupri ne-
mici e poste davanti alla drammatica scelta tra l’abortire o il divenire delle parie nella società in cui
erano nate è costituita dal romanzo «Vae victis» di Annie Vivanti, edito nel 1917. Il romanzo tratta di
due donne belghe ma può riferirsi alle donne di tutti i paesi che subiscono la stessa sorte. Non a caso
in «Guai ai vinti!», trasposizione cinematografica del romanzo realizzata nel 1955 con la direzione di
Raffaele Matarazzo, l’ambientazione è italiana.
19 Enrico Sturani, «Le cartoline di Alberto Martini», in Alberto Martini, «Danza macabra europea: la
tragedia della Grande Guerra nelle 54 cartoline litografate», a cura di Andrea Mulas, iconografia a
cura di Maria Pia Critelli, Recco. Le mani, 2008, p. 45.
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