Page 106 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 106
che ne illustrarono il significato e alle mostre. Nella cartolina del 1915, intitolata
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«L’anniversario», per ricordare che è già passato un anno dallo scoppio della guerra,
la morte-donna è raffigurata mentre, in abbiglia-
mento elegante, riceve da un grosso soldato tede-
sco un mazzo di fiori. In altre cartoline la donna
è raffigurata mentre balla un ultimo valzer con la
morte o è piegata in ginocchio con la bocca imba-
vagliata mentre un tedesco tronfio le punta contro
una pistola e le domanda «Nevvero che io so farmi
amare?». Nella cartolina «La Kultur è passata di
qui» è coperta dal lenzuolo sudario in un letto d’o-
spedale uccisa dal bombardamento di uno Zeppe-
lin, in «Guerra moderna» è in primo piano morta a
terra con accanto il suo bambino, in «La guerra ci-
vilizzatrice» è la donna impazzita di dolore, con lo
sguardo allucinato, che stringe la mano a un ragaz-
FIG. 4 zino morto per terra. Un’immagine che in Italia è
legata ad analoghe rappresentazioni che si ebbero
ad opera di Angelo Landi dopo il bombardamento di Cervignano dell’ottobre 1916. 21
Il tema della crudeltà nemica o della catastrofe originata dalla guerra moderna viene
spesso veicolato con l’utilizzo della madre e del bambino morti. Anche in un bozzetto
di Scorzon «L’obiettivo militare del nemico», conservato presso il Museo Centrale del
Risorgimento di Roma, viene sottolineata la crudeltà nemica raffigurando una madre e
un bambino morti che giacciono al suolo mentre sullo sfondo una basilica e delle case
sono avvolte dal fumo delle bombe sganciate dagli aerei raffigurati nel cielo.
Non mancano riferimenti alla brutalità tedesca: Fred Spear disegna una donna che
annega abbracciata a un bimbo in seguito all’affondamento del piroscafo Lusitania,
silurato da un sottomarino tedesco nel 1915. Il messaggio che invita ad arruolarsi per
combattere tanta barbarie è laconicamente ma efficacemente espresso dalla parola
«ENLIST», che campeggia, a caratteri cubitali, nella parte inferiore del manifesto.
20 Il successo fu così straordinario che il governo tedesco mise una taglia su di lui vivo o morto.
Processato in Olanda per la sua produzione che si temeva danneggiasse la neutralità del paese, fu
costretto ad emigrare in Gran Bretagna dove collaborò con il «Daily Mail». Le sue cartoline illustrate
furono diffuse in Italia dalla Società Editoriale Milanese.
21 Il quadro del caporale Angelo Landi «È passato il veivolo austriaco» è riportato in «Emporium» n.
270 giugno 1917, p. 431.
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