Page 103 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          Manca e raffigurava una giovane e bella ragazza corteggiata da due gruppi di maturi
          signori che raffiguravano gli stati belligeranti.
             Nel frattempo le immagini realizzate da Giuseppe Scalarini per «L’Avanti!» di-
          ventano una bandiera del neutralismo contro il nazionalismo, tutti i nazionalismi «un
          controcanto pacifista e antimilitarista». 12
             Come afferma Nadia Marchioni, Scalarini è l’unica voce della grafica italiana che

          si distacca dal coro inneggiante alla difesa della patria contro il nemico.Riprendendo e
          adattando un repertorio iconografico già sperimentato dal 1911 per la guerra di Libia,
          disegna sul tema della madre quello che diverrà un vero e proprio manifesto pacifista
          che resta «tra i più intensi e popolari della sua carriera» con il suo marcato linearismo
          «e la precisa geometria del bianco e nero». 13
             Quello che appare il 7 agosto del 1914, intitolato «La guerra» è un disegno che
          colpisce per la sua assoluta semplicità: una donna in lutto con i capelli sciolti poggia
          la testa sulla canna ancora fumante di un cannone. (fig. 2)
             Disegni che trovano la loro forza di condanna della guerra rifacendosi a valori
          umani e universali e che sono simili a quelli di Käte Kollowitz che aveva perso un
          figlio sul fronte belga. 14
             Scalarini riuscì ad affermare «il proprio pacifismo attraverso un linguaggio for-
          male dall’icastico sintetismo e dalla fantasia scintillante»  e mise a nudo con ironia e
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          sarcasmo gli interessi di chi traeva profitto dalla guerra. L’immagine sarà diffusa anche
          in un volantino di propaganda intitolato «La guerra!» stampato dalla «Libreria dell’A-
          vanti!» È uno dei numerosi volantini illustrati da Scalarini che vengono pubblicati e
          diffusi nel 1914 e che, nella diversità dei temi affrontati, si chiudevano con l’esortazio-
          ne e il grido «Abbasso la guerra!».
             Il 24 agosto, la stessa donna, sempre in nero, coi capelli sciolti a sottolinearne
          il lutto, raffigurata di spalle, abbraccia il figlio soldato. L’ambientazione è una scena
          domestica sottolineata da un camino sullo sfondo e da una figura seduta accasciata su
          un tavolo. Su tutto incombe, con la sua altezza smisurata, la guerra-morte che tiene
          una mano del soldato perché ormai le appartiene. La didascalia recita: «Il figlio che


          12  Marchioni N., «La Grande Guerra degli artisti: propaganda e iconografia bellica in Italia negli anni della Prima
             guerra mondiale», Firenze. Pagliai Polistampa, 2005, p. 50.
          13   Ibidem.
          14  Da Königsberg, dove era nata nel 1867, si era trasferita a Berlino dove viveva col marito medico nei
             quartieri popolari della città. Lavorò per il «Simplicissimus».
          15  Marchioni N., op. cit., p. 50.







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