Page 91 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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soldato appartenente a codesto reggimento e annunciato per morto da codesto co-
mando, trovasi invece vivo e sano, addetto alla sezione torpedini, nel reggimento 146°
di fanteria, al quale venne aggregato, dopo una leggera convalescenza».
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Il livello di efficienza dell’Ufficio non era dovuto soltanto ad struttura organizza-
tiva burocratica e accentrata. La raccolta di notizie aveva un punto di forza, oltre che
nell’opera dei cappellani militari, nella rete del volontariato femminile che collaborava
con sezioni e sottosezioni.
Alle sedi degli Uffici Notizie, i soldati e le loro famiglie si rivolgevano anche per ri-
chieste di aiuto e di assistenza. Come ricorda, in un discorso tenuto in occasione della
cessazione dell’attività dell’associazione, la fondatrice, la contessa Bianconi Cavazza:
I soldati dal fronte cominciarono a rivolgersi all’Ufficio Centrale per tutto quan-
to potesse loro abbisognare: non altrimenti le famiglie alle rappresentanti della
sezione per avere un consiglio, un aiuto; nei piccoli comuni come nei grandi casi
della vita: dalla confezione di un pacco per il fronte alla richiesta di una licenza
agricola; dalle pratiche per il recupero degli oggetti appartenenti al caro defunto,
a quelle dell’assegnazione della pensione; dalle notizie di un parente residente
all’estero, al matrimonio per procura..
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La complessità dell’organizzazione e la vastità di campi di intervento non consento-
no di approfondire, in queste sede, la storia dell’Ufficio Notizie. Quello che appare inte-
ressante osservare è che qui, più che altrove, risalta il “silenzio” delle donne che assistono.
Sebbene sia stato conservato l’archivio dell’associazione, è difficile reperire informazioni
utili a conoscere il “profilo” delle volontarie. Si può, con fatica, trovare qualche indicazio-
ne sulle responsabili delle sezioni e di qualche sottosezione. L’irreggimentazione dell’or-
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ganizzazione non è, però, la sola ragione dell’invisibilità di queste donne. Col passare
del tempo la “carneficina” della guerra fa della dimensione del lutto un’esperienza della
quotidianità di vita delle donne di tutti i ceti sociali . Il dolore, la rassegnazione al lutto
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della guerra, sollecitano il “silenzio” delle volontarie che prestano assistenza.
72 Ivi, Miscellanea, b. 3.
73 Ufficio Notizie alle famiglie dei miliari di terra e di mare, Nella riunione di chiusura dell’Ufficio Centrale, Bolo-
gna, Tip. Paolo Negri, 1919, p. 14.
74 ACS, Ufficio Notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare, Segreteria. Sezioni e sottosezioni, bb. 21-49.
75 Winter J., Sites of Memory,Sites of Mourning: The Great War in European Cultural History, Cambridge,
Cambridge University Press, 1995 (trad. It. Il lutto e la memoria. La Grande Guerra nella storia culturale
europea, Bologna, 1998).
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