Page 89 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          di Bologna ottenne di poter disporre anche dell’aiuto di militari che, per motivi di
          inabilità temporanea, non potevano essere inviati al fronte.
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             Diretta e gestita  da  donne, l’associazione assunse, rapidamente, il  carattere di
          un’articolata e complessa organizzazione per la raccolta e la comunicazione di notizie
          tra l’esercito e le famiglie. In tutto il paese sorsero sezioni e sottosezioni dell’Ufficio
          Notizie che avevano il compito di raccogliere e schedare - utilizzando informazioni
          provenienti dalle Intendenze militari, dai distretti, dagli ospedali, da privati - i com-
          battenti dispersi e deceduti. Dall’ottobre 1915 al termine della guerra, furono attivate
          8.400 tra sezioni e sottosezioni e furono circa 25.000 le volontarie che se ne occupa-
          rono.  Sezioni per raccogliere notizie dei militari di terra, sorsero nelle sedi dei dodici
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          comandi territoriali dei corpi d’armata (Torino, Alessandria, Milano, Genova, Verona,
          Bologna, Ancona, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo). Furono aperte anche sezio-
          ni a Venezia, Udine, Catanzaro, Cagliari. Sezioni dell’Ufficio sorsero anche in Francia,
          negli Stati Uniti, in Argentina, Brasile, Tunisia.
             Un ruolo importante nell’organizzazione dell’Ufficio Notizie avevano le Sottose-
          zioni che spesso assumevano la denominazione di Uffici di corrispondenza ed erano
          presenti in gran parte dei comuni dove esistevano dei Comitati di assistenza civile.
          Erano le Sottosezioni a comunicare alle famiglie i risultati delle ricerche di notizie dei
          militari. In ogni comune, le “dame visitatrici” dell’Ufficio Notizie si recavano negli
          ospedali e nelle strutture che accoglievano soldati feriti per raccogliere informazioni.
             Compito dell’associazione  era  di predisporre, nella sede  centrale  di Bologna,
          uno schedario aggiornato dei militari morti, prigionieri, dispersi. Qui arrivavano le
          schede compilate da sezioni e sottosezione. Sempre alla sede centrale confluivano
          le richieste di informazioni delle Sezioni e della Sottosezioni. A partire dal 1916, per
          disposizione del Ministero della guerra e con l’assenso delle autorità ecclesiastiche,
          i cappellani militari diventano il tramite principale di comunicazione di notizie tra il
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          fronte e l’Ufficio.  Ai cappellani erano forniti elenchi nominativi di soldati dispersi e
          una modulistica che facilitava la compilazione dello schedario centrale. Nel febbraio
          del 1917, il Ministero della guerra riconosce alle ricerche compiute dell’Ufficio un
          carattere ufficiale. Gli schedari dell’associazione diventano, così, una documentazione


          64   La collaborazione all’Ufficio di Bologna di militari e cappellani fu oggetto di innumerevoli conten-
             ziosi tra le l’associazione e le autorità militari. Ibidem, bb. 6, 9, 12.
          65   Ufficio per le notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare, Sezioni e sottosezioni, Roma, Ed. Croce
             Rossa Italiana, 1917.
          66   G.Fanciulli, op. cit, p. 7.







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