Page 90 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 90
essenziale per la concessione di sussidi e pensioni alle famiglie. E, sebbene fortemente
ridimensionato, l’Ufficio Notizie rimase attivo ancora fino alla fine degli anni ’20. 67
Sono circa 18.000 le lettere inviate alle famiglie dall’ Ufficio Notizie del comune
di Milano, nel primo anno di guerra. L’Ufficio di Roma, nello stesso anno, inoltra
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all’esercito 31.500 richieste di notizie e gestisce una mole enorme di corrispondenza,
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trentamila lettere. L’associazione diventa il “crocevia” di una mole di informazioni
e di pratiche burocratiche che, a partire dalla vita dei soldati, si estendono a tutte le
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istituzioni nazionali e ai diversi settori della società civile. Al termine del conflitto,
sono circa 12.000.000 le schede di militari raccolte dall’Ufficio centrale di Bologna. A
seconda del tipo di informazione la scheda era di colore differente: bianca, se forniva
informazioni provenienti da qualunque luogo (depositi militari, dame visitatrici di
sezioni o sottosezioni, ospedali, ecc.); rossa o rossa – arancione se conteneva richieste
delle famiglie; verde, se erano raccolte informazioni positive circa la situazione dei
militari, grigia, se indicava militari dispersi o prigionieri; color ruggine, quando era la
notizia di un decesso.
Un impegno di enormi proporzioni di cui sono protagoniste assolute le donne.
Le volontarie dell’Ufficio dimostrano capacità direttive e organizzative, a volte an-
che maggiori di ministri e militari. Pur “inquadrata” nel meccanismo autoritario e
burocratico della mobilitazione, reso ancora più rigido dalla necessità di coordinare
l’attività dell’Ufficio con i comandi militari, l’associazione mantiene ampi margini di
autonomia. Furono innumerevoli i conflitti sorti tra le volontarie e le Intendenze dei
corpi d’armata nella ricerca di notizie dei combattenti. Dallo spoglio dell’archivio
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dell’associazione si può rilevare come non vi fosse sottomissione alle autorità militari,
anzi, a volte, una chiara volontà di dimostrarne l’inefficienza. Si legge, ad esempio, in
una lettera inviata dall’Ufficio Centrale ai comandi militari, nel settembre 1916: « Il
67 La cessazione dell’attività dell’Ufficio, la collocazione dell’immenso schedario, furono oggetto di
lunghe e vivaci trattative tra l’associazione e il Ministero delle guerra. Vedi: ACS, Archivi di partiti,
sindacati, movimenti, associazioni e comitati, Ufficio Notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare,
Miscellanea, b. 8. 9. 10, 11.
68 Bollettino dell’Ufficio Notizie del Comune di Milano, 5 (1916).
69 “Assistenza civile”, 9 (1917).
70 Da tempo è in corso lo spoglio dei fondi archivistici dell’associazione. La vastità e l’interresse della
documentazione apre prospettive di ricerca in molte direzioni. Basti pensare al fatto che in ciascuna
dei milioni di schede di militari conservate negli schedari dell’Ufficio è sintetizzata una “storia” della
guerra.
71 ACS, Ufficio Notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare, Corrispondenza della segreteria, b. 6.
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