Page 95 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          Il compito della “madrina” era quello di scrivere brevi messaggi di propaganda pa-
          triottica nella cartolina postale che accompagnava il pacco.
             Al fronte arrivavano poche notizie delle attività femminili di assistenza. I soldati
          che ricevono il “dono” della “madrina” restano stupiti. Che una donna sconosciuta
          e, per di più, di superiore livello sociale, si occupi di loro, li incuriosisce e li lusinga.
          Scrive, nel 1915, un soldato, dopo aver ricevuto il pacco della “madrina”:
                Non posso descrivere il piacere che mi a fatto il suo pacco dove lo porterò
                con me dove mi manderanno e sempre la ricorderò nelle mie deboli preghiere
                pur che il Signore le possa dare le più elette benedizioni mai più la dimenti-
                cherò benchè lontano di aver trovato una si buona Signora che si ricorda dei
                poveri soldati


             Il gesto caritativo della “madrina” assume, per i soldati, un significato particola-
          re. Rappresenta l’opportunità di stabilire un contatto epistolare con una “signora”.
          Una donna ben diversa da quelle che i soldati conoscono. Più del pacco, è la carto-
          lina della “madrina”, che i soldati considerano un dono prezioso. Scrive un soldato
          alla “madrina” Bianca Giglio: “Cara Giglia pochi giorni fa ho ricevuto la tua gen-
          tilissima cartolina mi rese assai felice. Io non so se li farai per lusingarme. Ma per
          parte mia sarai sempre contracambiota” . E, un altro:
                                                88
                Con molto piacere vi scrivo questi due richi di scritto giusto pervi fare sapere
                l’ottimo stato della mia per fetta salute e cossì spere anghe di voi. Dunque
                del resto vi faccio sapere che ho ricevuta la vostra in aspettabile Cartolina mi
                sono rimasto molto contende 89


             Pur consapevoli del dislivello sociale e culturale che li separa dalla “madrina”,
          i soldati non sono disposti a rinunciare a un rapporto epistolare che tanto li gra-
          tifica. La guerra ha modificato in profondità mentalità e comportamenti dei ceti
          popolari . La condizione di combattenti fa’ dei soldati degli uomini meno subal-
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          terni, anche culturalmente. I soldati chiedono alla “madrina” affetto e attenzione.
          È un comportamento che attesta fragilità, sofferenza, paura. É questa condizione
          di vittime della guerra, non occultata dal ricorso a qualche espressione stereotipata


          88  Cartolina postale di Giovanni Parodi a Bianca Giglio, zona di guerra, 14/7/1916.
          89  Lettera di Francesco Amitrano a Bianca Giglio, zona di guerra, 31/1/1916.
          90  Sui cambiamenti causati dalla guerra nell’universo mentale dei combattenti: E. J Leed, op. cit., A.
             Gibelli, L’Officina della guerra: la Grande Guerra e le trasformazioni del mondo mentale, cit..







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