Page 147 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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          anno vennero distribuiti 200.000 fogli e 1 milione di cartoline. Vi aveva sede anche
          un Ufficio corrispondenza prigionieri di guerra e internati e un Ufficio pacchi per
          soldati e prigionieri.
             A queste iniziative si aggiungevano quelle solitamente svolte da tutti i Comitati
          di Assistenza Civile: l’assistenza ai figli degli orfani, richiamati e profughi; l’Ufficio
          notizie per le famiglie dei militari; i Centri di conforto per le truppe di passaggio; gli
          orti di guerra; il sostegno ai soldati feriti; l’aiuto alle famiglie dei richiamati e caduti;
          le biblioteche da campo, ecc. Una serie innumerevole di attività nelle quali, già prima
          del conflitto, le donne avevano consolidato una notevole esperienza che veniva mes-
          sa a frutto per i bisogni della guerra.
             Asili, colonie, doposcuola vennero incrementati ovunque e alloggiati anche nei
          palazzi privati, con il duplice scopo di sostenere l’occupazione delle madri ed allevia-
          re il disagio dei bambini, assicurando una qualche forma di normalità e istruzione nel
          clima di guerra. 4.500 erano i bambini assistiti a Venezia negli anni di guerra; 3.500
          quelli di Padova, sostenuti dal lavoro di centinaia di volontarie.
             In tutti capoluoghi del Veneto vennero istituite sezioni di quell’Ufficio notizie
          alle famiglie dei soldati creato a Bologna da Lina Bianconcini Cavazza, a loro volta
          organizzate in sottosezioni nelle cittadine più piccole (Chioggia, Dolo, Mestre, Por-
          togruaro, ecc.), rette interamente dal volontariato femminile, analogamente al centro
          nazionale.
             Numerosi anche i Centri di conforto per le truppe di passaggio, soprattutto negli
          snodi ferroviari di Padova e Mestre, dove si arrivò ad installare anche cucine per la
          preparazione del cibo. Non solo pasti venivano distribuiti, ma anche lettere, carto-
          line, parole di incoraggiamento e perfino opuscoli divulgativi con misure di igiene e
          regole di comportamento.
             Intensa e straordinariamente varia anche l’attività svolta dalle donne per racco-
          gliere i fondi necessari a sostenere l’immensa opera del Comitati. Anche questa face-
          va tesoro di una esperienza di lunghissima durata sul fronte dell’assistenza: vendita
          di cartoline, giocatoli, quadri e quant’altro, organizzazione di spettacoli, concerti e
          mostre; raccolta di vestiario rientravano tra quest’attività, resa più difficile dalla cre-
          scente povertà. Le donne di Venezia arrivarono a riproporre quella che era stata, nel
          cuore del Risorgimento, una delle iniziative femminili simbolicamente più rilevanti
          della Repubblica di Manin: l’offerta dell’oro alla Patria. Si trattava di un’idea che, in-
          trecciando assistenza e propaganda, andava a sottolineare la continuità, fortemente
          sentita in terra veneta, tra le guerre del Risorgimento e la Guerra europea, nei suoi








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