Page 149 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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saliva alle trincee. A lei sarà dedicata -unico caso in Italia per una donna- la caserma
di Paluzza (Timau); sarà inoltre riconosciuta come vittima di guerra e insignita di
medaglia d’oro al valor militare dal Presidente Scalfaro nel 1997.
Anche le altre ottennero il riconoscimento del cavalierato di Vittorio Veneto.
Ma non esistevano solo le portatrici: il ricorso all’impiego della manodopera fem-
minile a supporto dell’economia di guerra fu più diffuso e progressivo nel corso del
conflitto, con l’ingaggio di donne nello scavo di trincee, gallerie, strade: circa 4.000
addette nel 1917.
Tutte queste esperienze ebbero ripercussioni profonde nella vita e nell’identità
femminile, in maniera ambivalente e contraddittoria. Certo la soggettività femminile
ne uscì profondamente trasformata (come emerge con chiarezza dagli scritti): si trattò
per tutte di un’esperienza terribile, che provocò uno sconvolgimento profondo, ma
molte ne acquisirono una nuova consapevolezza delle loro capacità, un’immagine
differente del proprio genere e dei ruoli sessuali; insomma una nuova rappresentazio-
ne di sé. E se il riconoscimento pubblico non fu adeguato alla sforzo sostenuto, o si
concentrò su singole figure di protagoniste, questa percezione fu certamente il lievito
di processi di modernizzazione e di nuovi percorsi nel terreno dell’emancipazione nei
decenni successivi.
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