Page 154 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 154
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Wagna, Mitterndorf, Pottendorf, e Braunau . Campi che potevano ospitare dalle 5.000
alle 20.000 persone, dotati di scuole, officine, ospedali, chiese e altri servizi.
La condizione femminile nella zona prossima alle operazioni militari, e in parti-
colare delle donne costrette a spostarsi dal Trentino e dalla Venezia Giulia nei primi
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due anni e mezzo di guerra, fu particolarmente dura . Le profughe costituirono ad
esempio una riserva di manodopera a basso costo da impiegare soprattutto nei lavori
agricoli. Donne riparate lontano dalla linea del fronte assieme a bambini e anziani e
spesso internate proprio in questi campi, dove vissero fino al termine del conflitto.
2. Le profughe venete e friulane dopo Caporetto
Con l’invasione del Friuli e del Veneto dell’ottobre-novembre del 1917, quasi
250.000 civili fuggirono oltre il Piave e altrettanti si allontanarono dai territori con-
trollati dall’esercito italiano. Come gli esodi avvenuti in precedenza avevano ampia-
mente dimostrato, anche in questa occasione la maggior parte dei profughi era co-
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stituita da donne, vecchi e bambini . Dopo la rotta di Caporetto migliaia di profughe
abbandonarono quindi i territori poi invasi e occupati e raggiunsero luoghi molto
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lontani, anche dell’Italia centrale e meridionale . Un esodo caratterizzato da un nuovo
ruolo assunto dalla donna, da una sua centralità all’interno del nucleo famigliare e
dalla ridefinizione dei compiti tradizionali. Un’esperienza che ebbe una sua impor-
tanza soprattutto per la sfera affettiva e per quella lavorativa, con donne obbligate a
ripensare anche il proprio status sociale e ad adattarsi a impieghi umili e sottopagati.
Da questo punto di vista è evidente come il profugato possa essere studiato anche
secondo la prospettiva della storia di genere. Basti pensare, ad esempio, a come per
le donne questa vicenda abbia rappresentato una straordinaria esperienza di scrittura
e a come memorie, diari ed istanze di sussidio costituiscano, al di là del loro valore
Trento 1981.
4 Lo studio più dettagliato è quello di Paolo Malni, Fuggiaschi. Il campo profughi di Wagna 1915-1918,
Edizioni del Consorzio Culturale del Molfalconese, S. Canzian d’Isonzo 1998.
5 Luciana Palla, Scritture di donne: la memoria delle profughe trentine nella prima guerra mondiale, in La violenza
contro la popolazione civile nella Grande guerra. Deportati, profughi, internati, a cura di Bruna Bianchi, Uni-
copli, Milano 2006, pp. 221-232.
6 Per un quadro generale mi permetto di rimandare a Daniele Ceschin, Gli esuli di Caporetto. I profughi
in Italia durante la Grande Guerra, Laterza, Roma-Bari 2014.
7 Abbiamo dei dati precisi solamente per la provincia di Udine, che contava 78.318 donne, ben il
59,7% dell’intera popolazione profuga, mentre gli uomini erano 52.933; tra le donne, 42.491 ave-
vano un’età compresa tra i 15 e i 50 anni; Gaetano Pietra, Gli esodi in Italia durante la guerra mondiale
(1915-1918), Tipografia Failli, Roma 1938, pp. 112-115.
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