Page 191 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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II Sessione: ZONE DI GUERRA 191
Il caleidoscopio delle donne in guerra
Prof. Emilio Franzina 1
I. Donne e grande guerra: bilanci storiografici
el campo degli studi sulla prima guerra mondiale, da sempre affollatissimo e
N in ulteriore ovvia espansione a partire dai primi anni di questo nuovo secolo ,
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l’avvio delle sue commemorazioni centenarie ha scatenato, fra gli storici, una gara a
chi più fa per descriverne, in modo negli intenti originale , l’andamento e pressoché
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tutti i caratteri colmando così varie lacune ma consacrando nel contempo, in via defi-
nitiva, anche la rilevanza strategica delle analisi dedicate alla parte presa nel conflitto
dalle donne , al di là, s’intende, del ruolo suppletivo che esse si trovarono a svolgere,
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fra il 1914 e il 1918, nelle attività economiche e produttive al posto degli uomini impe-
gnati al fronte o nella macchina organizzativa degli eserciti, tema sul quale già esisteva
da tempo una discreta bibliografia .
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L’interesse, anch’esso in costante crescita, per altri aspetti del coinvolgimento
femminile nelle vicende del periodo bellico ha riguardato, sempre più spesso, i suoi
1 Professore Ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi di Verona.
2 Un bilancio della letteratura storiografica al riguardo,anche solo a far data dal 2000, sarebbe impro-
ponibile in questa sede dove si possono appena richiamare i nomi di alcuni degli autori che hanno
contribuito a formarla per lo più proseguendo un cammino da essi stessi intrapreso nei decenni
precedenti come Giorgio Rochat e Mario Isnenghi o come Nicola Labanca e Antonio Gibelli ai cui
lavori, vecchi e nuovi, avremo modo tuttavia di fare qua e là riferimento più avanti.
3 Il tentativo più ambizioso è stato fatto, da questo punto di vista, da Marco Mondini autore di un
saggio - La guerra italiana. Partire, raccontare, tornare 1914-18, Bologna, il Mulino 2014 – senz’altro
pregevole e ricco di spunti anche a proposito delle immagini e dei ruoli femminili rievocati in vita
dal conflitto (cfr. specie nel cap. V, pp. 213-232) , ma dove manca, perchè cancellato del tutto, ogni
riferimento a eventuali posizione critiche ovvero contrarie alla guerra delle donne (ma non solo
delle donne).
4 Per un inquadramento del tema si rinvia alla relazione di Anna Maria Isastia nella introduzione ai
lavori del presente convegno.
5 Cfr. A. Camarda e S. Peli, L’altro esercito. La classe operaia durante la prima guerra mondiale, Introduzione
di Mario Isnenghi, Milano, Feltrinelli, 1980 – L. Savelli, Reclute dell’esercito nelle retrovie. La “nuova”
manodopera femminile nell’industria di guerra (1915-1918), in Aa. Vv., Operaie, serve,maestre, impiegate. Atti
del Convegno internazionale di studi, a cura di P. Nava, Torino, Rosenberg & Sellier, 1992, pp. 422-443,
L. Tomassini, Lavoro e guerra, La mobilitazione industriale italiana, 1915-1918, Napoli ESI, 1997, ma
soprattutto B. Curli, Italiane al lavoro, 1914-1920, Venezia, Marsilio, 1998 e M. Ermacora, Cantieri di
guerra. Il lavoro dei civili nelle retrovie del fronte italiano, Bologna, il Mulino, 2005.
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